domenica 28 dicembre 2008

Testimonianza da Niamey


Livia mi ha mandato questa lettera. Ho voglia di trascriverla. Proviene da un suo amico che è medico nella capitale del Niger. Si chiama Alberto Piubello. E' veronese e da circa dodici anni lavora in Africa. Attualmente si occupa delle misure da mettere in atto nella regione per combattere la tubercolosi.

Ciao!
anche stavolta avrei voluto scrivere a tutti personalmente ma è davvero dura! Il Niger è un paese sterminato ed il giro per la supervisione dei centri di salute fa quasi 4000 km di piste in mezzo alla sabbia, alle pietre ed ai pochi arbusti che resistono con questo clima...per cui il tempo per scrivere è sempre poco...
Le condizioni di vita della gente di qui sono quanto di più duro si possa immaginare eppure è tutto bellissimo perchè la voglia di vivere e l'inventiva della gente non finiscono mai di stupire.
Vi mando alcune foto giusto per dare un'idea di quante cose si possono fare con poco... Il piccolo dispensario in una delle immagini è a Tabotakit, uno sperduto villaggio ai confini con il Mali in pieno Sahara... pensate che un solo infermiere ed un microscopista riescono a fare di tutto: malattie infettive, vaccinazioni, parti, analisi di base...il ragazzo che lavora in laboratorio non ha studiato eppure riesce a fare esami perfetti...
Non passa settimana senza che mi imbatta in una storia che è un inno alla vita...La settimana scorsa ero a Bankilaré, un villaggio vicino alla frontiera con il Burkina Faso ed ho sentito la storia di Ousseini, un ragazzo di 24 anni malato di mente e di tubercolosi in stadio avanzato la cui famiglia aveva finito i soldi per curarlo...per questo era stato deposto al cimitero ancora vivo ma in fin di vita con un lenzuolo vicino, pronto per avvolgerlo appena fosse morto...
Portato al centro sanitario, messo sotto terapia, nutrito dagli infermieri (a loro spese!) appena ha potuto camminare è andato a vendere il lenzuolo (confermando che Pirandello ha ragione, la pazzia è relativa!) ed è praticamente adottato dagli infermieri locali; si sta riprendendo a vista d'occhio e presto inizierà una piccola attività commerciale.
A Niamey, la capitale, abbiamo iniziato una terapia sperimentale per la tubercolosi multi resistente, una forma contagiosa e mortale con poche possibilità di cure (che oltretutto sono carissime, circa 5000 € a persona); tutta questa gente andrebbe tenuta in isolamento stretto che qui non possiamo fare, in ospedale i letti disponibili sono pochi per cui l'ambulatorio si fa sotto un mango! Roba che se arriva all'OMS rischiamo il carcere duro!
Li' ci hanno raggiunto Mallam e Ali' due pastori nomadi che hanno sentito parlare dell'ambulatorio sotto il mango ed hanno fatto 1600 km per arrivare alla capitale, lasciando il loro villaggio per la prima volta della loro vita; ci ha raggiunto Amina, una ragazzina di 16 anni che pesava 29 kg e non camminava più... e ci hanno raggiunto malati da tutto il Niger in condizioni gravissime...
Sembra incredibile ma migliorano quasi tutti...
Sotto il mango c'era un silenzio carico di sofferenza ed oggi si parla, ci si saluta, si scherza, si ringrazia Dio per la salute ritrovata... Amina oggi è bella come una principessa, basta vedere la foto!!!
E' la vigilia di Natale e non ci sono corse sfrenate ai negozi, cenoni, discorsi... a parte che siamo in un paese islamico ma qui tutto mi sembra molto essenziale e vero... è l'Africa!
Insomma tutto è veramente bello!!!
Buon Natale!!!
Alberto

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