lunedì 19 gennaio 2009

14 novembre: "Festa dedicata a se stessi"

Festa dell'Asar Pandhra, che celebra la piantagione del riso.



Tra i vari consigli di vita che ha dispensato il Dalai Lama ce n'è uno che dice : "Una volta all'anno vai in un luogo in cui non sei mai stato prima". C'è sicuramente una grande saggezza in questo precetto. 
Ma allora, mi chiedo, perché reitero le mie peregrinazioni nepalesi invece di andare alla scoperta di altre terre sconosciute?
Me lo chiedo oggi, mentre studio la carta del Dolpo, una delle regioni più remote del Nepal che vorrei attraversare a piedi quest'estate.
Certo, per una come me che predilige i viaggi a piedi, paradossalmente il mondo non è poi così grande.
L'America che è bellissima è anche enorme e le distanze tra villaggi e cittadine sono percorribili in più giorni. E io non amo viaggiare troppo carica. 7/8 chili sulle spalle dopo qualche ora sono già tanti. Figurarsi se ci metto la tenda, l'acqua e i viveri.
L'Europa ha i suoi bei percorsi, formalizzati, con i rifugi o gli agriturismi, le gites d'etapes o i B&B. Ma l'ho già attraversata in lungo e in largo. A nord e a sud. 
Il Sudamerica mi chiama più debolmente, forse perché da ragazza non avevo mai spasimato per Castaneda.
L'Indocina l'ho percorsa qui e là e in parte a piedi. Ma l'aria è sempre pesante e i suoi troppi profumi stordiscono.
Il Nepal è perfetto. Un paese dei balocchi per tutti quelli come me che amano camminare. Un paese fatto per camminare, perché, innanzitutto, le strade sono poche. Che è anche la ragione per cui in Nepal camminano tutti.
Ma non sono solo il Nilgiri, il Machapucchare, o il Makalu che mi attirano in Nepal.
Continuo ad amare Kathmandou, per esempio. Che non è più il luogo dove si può sperare di trovare l'oblio, l'innocenza e la beatitudine che vi cercavano gli hippy negli anni 70. Anzi. Kathmandu oggi è una delle città più inquinate e povere del pianeta. E nemmeno ci vado perché, in evidente controtendenza, è l'unico posto che resta al mondo dove la gente ha scelto di eleggere un presidente maoista. Non sono affatto sedotta dalle rivoluzioni culturali.
E allora?
Me lo chiedo  mentre controllo i prezzi della Qatar Airways, che viene vantata come la più sicura compagnia aerea del mondo, fors'anche perché tra i maggiori azionisti spicca la famiglia Ben Laden.
Perché quando atterro a Kathmandou ho la sensazione di essere a casa?
Un amico, Philippe Vercamaer, con cui ho passato serate infinite a parlare di viaggi fatti o da fare,  nell'ultimo libro pubblicato qualche mese prima di morire, suggeriva che il Nepal era il paese che contava più "feste" al mondo, e che le feste in quel paese erano proprio quello che a suo tempo intendeva Holderlin : "Il momento in cui gli uomini e gli dei festeggiano il loro fidanzamento".
Apro a caso il calendario delle festività nepalesi, puntualmente precisato in una delle mie tante guide: solo nel mese di novembre, il 10 c'è la festa dei corvi (messaggeri di Yama, il dio della morte); l'11, quella dei cani. Il 12 quella delle vacche, che portano fortuna perché associate alla benaugurante dea Lakshmi. Il 14 c'è la festa dei fratelli, che verranno onorati in quel giorno dalle sorelle.
Il 13 c'è la "festa dedicata a se stessi".
Quale altro paese al mondo può immaginare una "festa dedicata a se stessi"?
E in quale altro paese del mondo l'anno nuovo si festeggia sette volte nello stesso anno...

Forse il Nepal mi è entrato nel cuore, al punto da farmi trascurare il saggio precetto del Dalai Lama, perché laggiù si  può giocare col tempo e festeggiare se stessi? 

"The answer, my friend, is blowing in the wind..."



5 commenti:

sileno ha detto...

Personalmente non amo le feste, di solito, per me hanno qualcosa di opprimente e creano degli obblighi o religiosi o sociali o magari di divertirsi collettivamente a comando, ma una festa dedicata a se stessi è qualcosa di nuovo.
Mi fa piacere il tuo nuovo viaggio programmato nel Nepal, perché attraverso i tuoi scritti e le tue foto, avrò la possibilità di visitarlo un pochino anch'io.
Ciao
Sileno

giorgio ha detto...

Amaramente mi viene da pensare che qui da noi la festa dedicata a se stessi da molti viene festeggiata tutti i giorni.
Ciao, Giorgio.

Chiara Milanesi ha detto...

Caro Giorgio, è vero, che da noi ci sia già non ci avevo pensato.

marina ha detto...

sarai neofita, ma ti sei scatenata! non riesco a tenerti dietro. Scrivi come un'addannata :-)
domenica qui c'è il capodanno Cinese, non è il Nepal, ma...
marina

googler ha detto...

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