lunedì 12 gennaio 2009

Il caso Englaro, il dilemma di Antigone e la domanda del giovane Alcibiade




«La vera libertà - ha dichiarato Peppino Englaro, padre di Eluana - è dentro la società e per noi è stato naturale scegliere la via del diritto e non altre strade. "

La storia di Eluana, della battaglia di suo padre per lasciarla morire, delle numerose prese di posizione dei giuristi sulla questione, e, per finire, delle minacce celate dietro a quanto mai vaghe necessità di approfondimenti da parte del nostro Ministro della Sanità, potrebbe, a prima vista, iscriversi nel vecchio e tragico dilemma di Antigone. 
Seguire la legge scritta, il cosiddetto diritto positivo, o seguire la legge non scritta, che, in questo caso, è anche una legge d'amore?
La tragedia di Antigone finisce con la perdita di entrambi i protagonisti:Antigone si suicida e Creonte vivrà da uomo distrutto il suicidio del figlio sul cadavere della fidanzata Antigone e in seguito quello della moglie incapace a sua volta di vivere dopo la morte del figlio.
Sofocle sembra suggerirci che non c'è soluzione tra il conflitto generato da due principi: il diritto di Antigone nel nome della natura e quello di Creonte nel nome della legge. L'etica da una parte, il diritto dall'altra.
A prima vista, se questa vicenda fosse paragonabile alla tragedia di Sofocle, potremmo assimilare la dichiarazione di Peppino Englaro alla posizione di un Creonte.
Englaro sceglie il diritto, paradossalmente condannando la figlia a vivere, cosa che è contraria all'etica.
Ma è giusto paragonare questa tragedia di oggi con quella di ieri?

Antigone difende contro tutto e contro tutti l'amore che porta al fratello Polinice sottolineando la superiorità del legame di sangue e dell'amore su qualsiasi legame sociale. "Credo alla giustizia - diceva Albert Camus - ma difenderò comunque mia madre prima di difendere la giustizia".
Ma, sull'altro versante, il nostro ministro Sacconi ha forse la statura di un Creonte? 
Creonte non ha niente dell'immondo tiranno che con un'astuzia da imbonitore da fiera tenta di opporsi alla sentenza dell'Alta Corte. Creonte incarna lo stato, incarna il mantenimento dell'ordine nella polis. In altri termini, incarna la modernità dell'epoca rispetto a valori aristocratici primitivi come quello del clan o della famiglia. 
Incarna lo stato il nostro ministro Sacconi?

O non sottolinea piuttosto la pertinenza della provocatoria domanda che il giovane Alcibiade aveva fatto a Pericle: "Quando una decisione non è più legge, è prevaricazione?"

Per quanto rispetti totalmente la decisione del signor Englaro, mi sembra che comunque essa pecchi per eccesso. Peppino Englaro, non sta rispettando e onorando la legge. Sta piegandosi di fronte alla tirannia della prevaricazione.

2 commenti:

amalteo ha detto...

grazie per la visita (poco fa hai apprezzato un articolo di polito che pure io ho apprezzato per sintesi e chiarezza politico-storica sul blog amalteo.splinder.com)
sul tema di questo post ti invito a leggere il mio testamento biologico:

http://polser.wordpress.com/2009/01/12/testamento-biologico-in-vita-di-paolo-ferrario/

ti auguro buoni giorni

marina ha detto...

questo voglio rileggerlo, mi lascia molte domande...
marina