martedì 20 gennaio 2009

Il mistero della letteratura spazzatura


La voglia di leggere mi è venuta dalla letteratura spazzatura. 
Avevo dodici anni. E il libro era "Via col vento". Un monumento della letteratura spazzatura. Lo lessi tre volte, e la terza volta lo lessi in parte, ad alta voce, a Livia, mia cugina, mentre ce ne stavamo sedute entrambe sulle scale esterne della casa al mare dove puntualmente tutta la famiglia allargata trascorreva l'estate. 
Ancora oggi quando penso all'incontro tra Rhett Butler e Rossella O'Hara, provo brividi puri di piacere romantico.
Eppure, per quanto sublime, "Via col vento", resta, secondo un me, un romanzo spazzatura.
Un'altra Livia, ieri, mi scrive che si sta bevendo l'ultimo volume di Millennium, ma non capisce perché mai il povero autore (dice povero, credo, perché Larssen è morto prima di assaporare il successo planetario della sua trilogia) "sente il bisogno, di specificarmi ogni volta il prezzo esatto, al centesimo di corona, di ogni caffé, panino, autostrada". 
Uno degli elementi della letteratura spazzatura sta proprio qui: il bisogno dell'autore di comunicare pedissequamente al lettore dettagli inutili come il tipo di scarpe indossate dal protagonista, il prezzo dell'hamburger, o gli orari di apertura della palestra dova va a giocare a squash.
Non dico che si tratti in assoluto di dettagli inutili. Henry James descrive minuziosamente i suoi personaggi, eppure, le sue descrizioni sono funzionali al racconto.
Togliamo il prezzo del caffé pagato da Lisbeth Salander in autostrada e nulla cambia. Eppure continuiamo ad essere stregati dal personaggio.
Evidentemente, c'è spazzatura e spazzatura.
Uno dei libri italiani più venduti all'estero è "Va dove ti porta il cuore". In questo caso l'autrice non si dilunga sui dettagli vestimentari dei protagonisti, ma quello che rende spazzatura questo libro, secondo me, sono frasi genere: "..le persone anziane sono ombrellini dimenticati..." che coprono le pagine di una melassa dolciastra la quale inevitabilmente scivola verso il lettore.
Il cielo che, prima di un temporale, può essere solo "minaccioso", l'amore che può essere solo "profondo" o non è, i capelli "lunghi e setosi", sono altri elementi che contraddistinguono la letteratura spazzatura.
Eppure, ho amato certi libri che,  stando ai criteri sovraesposti, fanno indubbiamente parte della letteratura spazzatura.
In genere sono malloppazzi corposissimi, con una trama complicata, e suspense assicurata. Spesso in me "funzionano" quando toccano cose che mi affascinano nella vita di tutti i giorni. 
Ogni "memoria di montagna o di viaggio" mi cattura, anche se scritta in maniera insopportabilmente lirica.
Se nel romanzo esiste la "dimensione del gioco", qualunque gioco, dagli scacchi al gioco d'azzardo, non posso smettere di leggere. La "vulgata scientifica" legata alle epidemie funziona altrettanto bene, vista la mia passione per i virus. I romanzi "catastrofe", pure, per la soddisfazione che provo quando avviene l'impossibile salvataggio del genere umano da parte di un umile e geniale appartenente alla specie. In "Congo" e nella "Trilogia Millennium", a catturarmi è stata l'onnipotente tecnologia da grande fratello che salva, nel primo caso, gli uomini dalle scimmie e, nel secondo, i buoni dai cattivi. Stephen King, per capacità di evocare l'orrore, è un maestro della spazzatura d'autore, quantomeno nei primi libri, quelli che ancora scriveva lui. 
Alcune "spazzature" osannate dal pubblico sono invece finite dove suggerisce il nome. 
"L'alchimista", "Va dove ti porta il cuore" o "Il Codice Da Vinci" stanno probabilmente fertilizzando male qualche campo di patate da queste parti.
In viaggio sono in manca di "spazzature" coinvolgenti, che non è così facile trovare.
Anche alcuni autori spazzatura "sicuri", come Grisham o Scott Turow, dopo un paio di libri sono illeggibili perché ti sembra sempre di star leggendo lo stesso libro.
Insomma la buona letteratura spazzatura, come tutte le cose buone di questo mondo, è merce rara. Sempre più rara.
Sempre disponibile a coglierne il magico fiore, accetto consigli.

CATALOGO
Michele Cignolo, 54 anni, muore schiacciato da un masso mentre era al lavoro in una cava a Ruvo di Puglia.

5 commenti:

sileno ha detto...

Anche i "libri spazzattura" possono stimolare a leggere; il Codice da Vinci, mi ha incuriosito e mi sono documentato sull'argomento ed ho saputo diverse cose interessanti che igoravo, pertanto penso che qualsiasi libro possa aumentare le conoscenze.
Sileno

sileno ha detto...

Rettifico: spazzattura in spazzatura e igoravo in ignoravo, scusa.
Sileno

marina ha detto...

protesto formalmente! l'osservazione sul prezzo delle cose in Millennium è mia!
non sarà particolarmente geniale, ma quel che è mio è mio!
marina

marina ha detto...

dimenticavo: abbiamo la stessa idea di spazzatura...
marina

intelligence ha detto...

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