martedì 13 gennaio 2009

Il povero principe Carlo...






Marina in un post si chiede come mai sia possibile che due amici le inviino dall'Inghilterra una cartolina che raffigura il principe Carlo. Cosa ho fatto di male?  si chiede tra le righe, Marina. 
Niente, avrei voglia di dirle. Ma il suo post mi induce a spezzare una lancia a favore del personaggio.
Personaggio sfortunato e infelice. Ridicolo. E pure bruttino.
Carlo, Gran Maestro dell'Ordine del Bagno e di quello della Giarrettiera, ha compiuto sessant'anni l'anno scorso.
Nella storia delle monarchie pochi sono gli eredi al trono che a sessant'anni, quasi sessantuno, del trono non hanno nemmeno sentito l'odore. Lui ufficialmente è ancora principe di Galles, una definizione, povera stella,  che fa pensare più a un tessuto che ad un'onoreficenza. Attende, da quando è nato, di regnare su sedici stati sovrani, la Gran Bretagna e 15  stati membri del Commonwealth. Si prepara, fin dal primo vagito, a questo compito. Che probabilmente non rivestirà mai, visto che si mormora verrà saltato nella linea dinastica, come si saltano le pedine quando si gioca a Dama.
Ha una madre peggiore di Medea, attaccata alla sua sedia con l'Uhu. La nonna, che a fine corsa ha tentato di vendere di sè l'immagine di una vecchiettina bizzarra, in realtà in gioventù simpatizzava fortemente con la Germania di Hitler. La figura paterna è estremamente scialba. Il padre, che altro non è che un cugino della madre, conta nella vita come il 2 di fiori a scala 40.
Si è sposato con la Diana (della serie: miglioriamo la dinastia, noi siamo brutti, lei è bella, faremo dei figli migliori, un poco come quando il nostro re sposò la bella Margherita del Montenegro). La Diana era una depressa/vitalistica che gli ha messo tante di quelle corna sulla testa che manco un'alce ce le aveva così folte. Lui allora si consolava con la Camilla, la sua vecchia amante cavallina. Diana muore, e il mondo se la prende con lui.
Decide di sposare la Camilla, con l'andar del tempo sempre più uguale a un cavallo,  e, colmo della sfiga, deve spostare la data del matrimonio perché, proprio quel giorno, schiatta Wojtila.
Dei due figli, il maggiore, con ogni probabilità, gli soffierà il trono sotto il naso e il minore ha ereditato le simpatie filonaziste della bisnonna.
Lui passa il tempo a inaugurare serre, patrocinare fondazioni per il restauro di qualche vecchio castello, far visita a qualche vecchia nobilazza toscana tenutaria di vigneti doc, e non può nemmeno più giocare a polo perché ha il mal di schiena...

Insomma, un dolce e remissivo cagnolotto a cui va tutta la mia simpatia...




1 commento:

Anonimo ha detto...

Concordo!
Patrizia