venerdì 2 gennaio 2009

Il velo di Maya...

Tra me e la realtà ci sarebbe un velo. Questo sentenzia l'oroscopo di Repubblica. Non credo agli oroscopi, alla lettura della mano, ai tarocchi, ai fondi di caffé. Non credo nemmeno in Dio. Figurarsi il resto. Ma, come capita quando si tirano le monetine per fare gli I-ching, gli oscuri aforismi che nascono dalla combinatoria del caso, sollecitano il pensiero. Costruiscono coincidenze. Impongono riferimenti. Rivelano sogni.
Povero, povero Schopenauer, spero mi perdonerà il titolo di questo non-post.
Ma mi spiego.
L'altra sera, a Capodanno, conosco questa Marie-José...È seduta alla nostra tavola, le chiedo chi conosce, insomma tra la gente che sta in giro, è amica di chi...Dice : "di nessuno". Tipa strana. Con un look alsaziano alla Sissi dei tempi di Franz Joseph. Cita amici di amici di amici e non spiega bene come è finita là. Ha un naso aquilino e occhi chiarissimi, quasi trasparenti, occhi alla Rudiger Vogel per capirci...Scopro che ha una figlia. Scopro che l'ha messa al mondo esattamente nello stesso momento in cui io ho messo al mondo il mio, a distanza di un quarto d'ora, forse ero arrivata prima io, ma non ne siamo sicure né io né lei, lei a Strasburgo, io a Treviso...Si macinano parole. Con Ling, cinese di Shanghai attualmente al Queens, N.Y. e con James, il suo compagno, lui newyorkese doc, che dirige una strana fondazione volta (sic) a salvare Venezia e con Gehrard, viennese, conservatore del patrimonio, ma in realtà in Francia perché in coppia con lo psichiatra Raul che non lo molla con gli occhi neanche un secondo...e poi con l'Alessandra che tutti chiamano Alex, e che è già ubriaca ancora prima di iniziare la cena e con Philippe che è sceso da Parigi assieme alla Barbara che non è altro che l'ex moglie di Raul, per vedere Claire la sorella saggia che vive a Marsiglia...
Si macinano parole e la Marie-José se ne sta da parte in silenzio. Poi c'è la mezzanotte, i baci, gli abbracci, il brindisi, i buon anno, e chi manca da baciare, ma vai, e la Marie José sempre in un angolo...Così mi avvicino, mi ci siedo accanto e lei inizia a parlarmi di coincidenze, di visioni, di premonizioni, di autoipnosi, di vite anteriori e di Stanislas Hof.
Credo si scriva così...
Dice che ha dovuto, lei che è sempre stata una persona razionale, cercare di capire, approfondire, comprendere il perché di tutte quelle visioni e di quelle premonizioni e di quelle coincidenze che la stavano facendo diventare pazza....Poi mi guarda e mi dice che "tra me e la realtà c'è come un velo", e che dovrei andare a Parigi e farmi tirare i tarocchi da Jodorowski...Lo conosco Jodorowski??? 
A questo punto che fare? Cosa pensare? Che ha letto in bozza l'oroscopo di Repubblica, il quale, a due giorni di distanza, mi dice le stesse cose? Per non parlare di Jodorowski che nel giro di un paio di settimane torna a raffica nella mia vita...Prima è Catherine che me ne parla, poi Luvi e ora la Marie José...A Jodorowski io non ci pensavo da quando ero uscita dal cinema dopo aver visto El Topo o forse La Montagna Sacra...addirittura pensavo che fosse morto, nel senso che per me era morto visto che in vent'anni non ci ho dedicato un nansecondo...

Domanda: che fare? Approfondire e cominciare a vedere chi mai è questo Stanislas Hof? Andare a Parigi a farmi tirare i tarocchi da Jodorowski? O andarmente a letto pensando che di coincidenze si tratta...pure coincidenze...

2 commenti:

giorgio ha detto...

Forse potresti leggere qualche pagina di Jung sulla sincronicità!
Ciao, Giorgio.

Chiara Milanesi ha detto...

Volentieri...mi suggerisci qualcosa di specifico?