venerdì 27 febbraio 2009

Berlusconi non è cattivo...

Ormai è chiaro. Non credo possano esserci dubbi. È demenza senile. 
Interrompere il presidente della repubblica francese che sta spiegando ai giornalisti in che termini si svolgerà il riconoscimento reciproco dei diplomi emessi dai due paesi per sussurrargli: "La tua donna sono io che te l'ho data" con ammiccamento furbo corredato da sorrisetto siamo maschi e ci capiamo, svela finalmente l'arcano. 
B. non è cattivo. È semplicemente demente. Il balordo del pianerottolo di sotto. Uno zuzzerellone che si è bevuto il cervello a colazione. Un mattacchione. Di quelli a cui bisogna dire sempre di sì. Come si fa con gli ubriachi.
Chissà quali visioni psichedeliche gli attraversavano il cervello quando ha raccontato dell'amore per il mare che nutrivano i desparecidos argentini o quando ha spiegato - solito sorrisetto ammiccante - che tanto belle siamo noi italiane che per forza i maschi ci violentano. Chissà... Palme, barriere coralline, acqua di cristallo e bocche rosse che gli mandano baci.
Capita a molti vecchietti. Che ringiovaniscono guardando di sottecchi i polpacci della badante ucraina, o blaterano e blaterano persi nei loro neurocircuiti grippati.
E c'è ben poco da fare.
Tanto amore. Tanta dolcezza. Una buona dose di sopportazione. 

Se non è demenza senile, invece, potrebbe essere quello che il grande storico Paul Veyne suggeriva nel 1982, nel corso di un seminario  tenuto al Collège de France.
Paul Veyne,  quel seminario, lo aveva dedicato all'imperatore Costantino e, in senso lato, alla psicologia del dittatore.
Secondo Paul Veyne quasi tutti i dittatori hanno due convinzioni fortissime. 
In primo luogo di essere le creature più importanti dai tempi di Adamo ed Eva. Di essere predestinati per divina volontà a fare il bene dell'umanità. Di essere gli iniziatori e attori di un movimento che rivoluzionerà la locomotiva della storia.
In secondo luogo di poter eccellere in tutto, e non solo nella sfera politica. Di potersi esprimere, al massimo dell'eccellenza, anche in campi che con la politica non hanno nulla a che fare. 
In breve, dei megalomani.

Hitler era arciconvinto di essere un grande pittore incompreso e un architetto di genio. 
Nicolae Ceausescu, che si autodefiniva il "genio dei Carpazi" era certo di essere un magistrale scrittore di teatro e, nei teatri di Bucarest, imponeva al popolo le sue pièces. 
Mussolini, che si considerava eccelso romanziere, aveva pubblicato numerosi polpettoni tra cui spicca  il ben noto e  lubrico "L'amante del Cardinale". 
Nerone componeva poemi accompagnandosi con la lira di fronte a Roma divorata dal fuoco.

Il dittatore, questo sosteneva Veyne al seminario, si sente animale poliedrico e non può esimersi dall'esprimersi  in tutti i campi della vita, certo di eccellere in ciascuno.

E Berlusconi?
Lui è ancora più poliedrico.
Nello sport, eccelle. In occasione dei campionati mondiali di calcio interviene puntualmente per suggerire formazioni o spiegare quali schemi adottare.
Nella musica  lascia il segno. Basta pensare  ai suoi duetti memorabili con l'immortale Apicella.
Ma, il campo in cui davvero è Maestro riconosciuto, è il cabaret.
Berlusconi è incontestabilmente un comico irresistibile. Uno, che al suo confronto, Totò è un dilettante.
Compulsivo nella battuta, divino nell'arte oratoria della barzelletta, icona del gestaccio all'italiana.
Un comico che però, visto il duro lavoro che svolge, ha sempre meno tempo per esibirsi. 
Fa niente, deve aver pensato, il nostro da quel grande generoso che è... Perché privare il mondo  dei miei lazzi e dei miei frizzi? 
E allora eccolo il caro vecchietto, il dolce Scaramacai, occupare con sapienza e geometrica potenza tutte le platee, dentro e fuori frontiera, tutte, anche le più austere, trasformandole allegramente  in circhi minimi, teatrini di vaudeville, palcoscenici da fiera di paese.
Con generosità. Per farci del bene.
Grazie Silvio.


9 commenti:

Angela ha detto...

stile impeccabile, mi hai fatto ridere!!! e non sono tempi di risate..

Rouge ha detto...

Ma dai, è solo un simpatico mattacchione. :)

Valentino ha detto...

"...un paese dove il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l'uomo più ricco, l'imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader di partito più votato; il segretario dell'ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica della stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l'opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell'Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia Cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divide così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l'eredità fu soprattutto un magistrato; intanto il tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura." Giovanni de Mauro

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-84f80495-69a7-4a2d-a555-ae3b708647a4.html?p=0

l'incarcerato ha detto...

Eppure è una sua abile strategia, non è un demente, le sue battute sono ben studiate...

Artemisia ha detto...

Speriamo sia come dici tu, Chiara. Io temo che invece abbia ragione "l'incarcerato".

Chiara Milanesi ha detto...

@ Valentino, Incarcerato e Artemisia: siete capziosi, diffidenti, ingrati e sospettosi....probabilmente di sinistra....

giorgio ha detto...

Ti diffido ufficialmente dal paragonare Berlusconi a Scaramacai: non puoi infangare così il ricordo di un compagno di giochi e sogni infantili cui ho voluto tanto bene. Mai più!

Fra ha detto...

innanzi tutto ciao:)
Che Hitler avesse velleità architettoniche non la sapevo e il parallelo con l'egocentrismo degli altri dittatori è raccapricciante

Anonimo ha detto...

Ti rispondo con parole di Travaglio, adeguate al personaggio in questione.
Patrizia (anonima per fare più in fretta)


Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che: 1) la sua Augusta Persona non può più essere sottoposta a processo penale, qualunque reato commetta; 2) se una sentenza della Cassazione non gli garba, lui la cambia per decreto; 3) se il capo dello Stato non firma il decreto, è un ostacolo alla governabilità; 4) se la Costituzione gli impedisce di decretare su quel che gli pare, bisogna cambiarla anche a colpi di maggioranza, anche sciogliendo le Camere e «tornando al popolo». Ora ribadisce che 5) il Parlamento gli fa perder tempo, con tutti quei deputati e senatori (peraltro in gran maggioranza nominati da lui con finte elezioni) che non si sa mai come voteranno e propone 6) di far votare solo i capigruppo per evitare «sorprese». Ci sarebbe pure la Costituzione, che prevede il voto del singolo parlamentare «senza vincolo di mandato», ma che sarà mai. Intanto 7) i giudici che indagano o arrestano o scarcerano chi non vuole il governo vengono immantinente visitati dagli ispettori di Al Fano. E 8) le strade sono pattugliate da militari e ronde di partito, embrione della nuova Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. E 9) le banche finiscono sotto controllo dei prefetti, cioè del Ministero dell’Interno. E, per chi protesta, è alle viste 10) una forte riduzione del diritto di sciopero. E 11) il governo prepara norme-bavaglio per la stampa e per i blog. E 12) pretende di scegliersi anche il presidente della Rai, che spetta all’opposizione. Domanda ai fini dicitori che invitano sempre a non demonizzare: ci dite, gentilmente, come si chiama questa roba qua?