lunedì 16 febbraio 2009

I valori di Marianna...

Molte sono "le cose" che non amo della Francia, paese in cui vivo e lavoro oramai da vent'anni. 
Ma vi sono alcune "cose" della Francia di cui oggi, invece, non potrei fare a meno e che mi piacerebbe esportare nel paese in cui sono nata.
Tra queste, la prima è il senso dello Stato, il senso della Repubblica. 
Quando sono arrivata in questo paese io non avevo affatto il senso dello Stato, della Repubblica.
Come avrei potuto averlo, quando i dirigenti dello Repubblica di cui ero cittadina, tramavano coi servizi segreti di stati esteri per creare eserciti paralleli, destabilizzare, seminare il terrore tra la popolazione?
È solo in Francia che ho scoperto cos'è lo Stato, la Repubblica, nel senso di res publica
È in Francia che ho scoperto l'orgoglio di essere "cittadini" di una Repubblica.
Mi viene in mente questa cosa leggendo la lettera in cui un professore universitario francese, Christophe Mileschi, invita pubblicamente il Ministro della Pubblica Istruzione, Xavier Darcos, a dimettersi.
L'antefatto: il Ministro Darcos, durante un'emissione radiofonica, dichiarava che se gli insegnanti e i ricercatori avessero continuato a scioperare contro la riforma dell'Università (finalizzata, come in Italia, a privatizzare quel che resta ancora del servizio pubblico), lui ne avrebbe reclutati altri personalmente, stabilendo, sempre a titolo personale, se i nuovi reclutati avessero i requisiti necessari, e, sempre a titolo personale, decidendo lui personalmente dei risultati dei concorsi di recrutamento.
Il tono e il senso della lettera con cui il professor Mileschi chiede al Ministro di dimettersi è un ottimo esempio di cosa si deve intendere per Repubblica.
Ne traduco qui di seguito uno stralcio:

...Signor Ministro, le frasi che lei ha pronunciato sono quelle di un imprenditore. Hanno a che fare con una logica che funziona nel settore privato.
Ma lei, signor Ministro, non è un imprenditore e la scuola non è una società per azioni di cui lei sarebbe l'amministratore delegato. Lei signor Ministro, è al servizio di un datore di lavoro che non coincide con la sua persona, per quanto notevole possa essere; chi l'ha recrutata e che le dà lavoro è la Pubblica Istruzione, è la scuola della Repubblica, la scuola di tutti i Cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti gli elettori, di tutti i genitori di alunni, di tutti gli abitanti di questo paese. 
E lei è al servizio dei cittadini di questo paese. Lei è al servizio della Francia. 
Signor Ministro, le frasi che lei ha pronunciato la squalificano e la disonorano. Implicano la confisca della res publica, della cosa pubblica, da parte di un individuo. Implicano che lei si considera come l'unico depositario della legittimità, in un campo che appartiene alla volontà popolare.
...Lei, Signor Ministro, è legittimamente tale solo in quanto espressione della volontà popolare. E la volontà popolare non le ha dato mandato di disitruggere nel nome della Repubblica un sistema fondato sui valori della Repubblica. 
Noi la accusiamo, Signor Ministro, di indegnità repubblicana. Con le sue dichiarazioni lei ha dimostrato di essere inadatto ad assumere le sue responsabilità repubblicane e il mandato che le è stato conferito dal popolo francese. 
...In quanto cittadini, elettori, contribuenti, genitori, abitanti di questo paese noi non riconosciamo più la legittimità morale e repubblicana della carica che lei occupa ed esigiamo le sue dimissioni.

Oggi in un articolo pubblicato su Libération un'avvocatessa francese denuncia allibita l'assenza di senso della Repubblica dei nostri parlamentari citando il fatto che quando il Parlamento Europeo, il 5 febbraio, ha votato il sostegno all'Italia sulla questione della mancata estradizione di Cesare Battisti i parlamentari italiani presenti al voto erano solo 6 su 78...
Chissà se magari i 6 deputati presenti, seguendo la moda italica, non si saranno lanciati in una virtuosa esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven e non avranno pianisticamente votato anche per i 72 deputati assenti????

Ho cercato di integrare un video che mostrava i  nostri deputati dediti agli esercizi di pianoforte, ma Youtube indicava che la stringa necessaria per attivare il video era stata disattivata su richiesta degli interessati.
(sempre della serie :" i butta el sasso e i sconde el brasso")

Lo potrete comunque visionare cliccando QUI 


 

4 commenti:

sileno ha detto...

Riesci sempre a centrare il bersaglio!
Sileno

Angela ha detto...

Ho acquisito anche io il senso dello Stato vivendo in Gran Bretagna...per moltissimi anni ho vissuto in Italia in stato confusionale...guardandola da fuori mi si è stretto il cuore. Oggi se resto è solo per resistere e cercare con altri spiriti coscienti una strada...ma non so se sopravviverò a tanto dolore!

giorgio ha detto...

Questo è il cuore di tutti i problemi italiani. Da qui nasce tutto. Questo sarebbe il luogo politico della sinistra che vedo purtroppo semideserto.
Che fare?

Artemisia ha detto...

Splendida la lettera del professore. Sarebbe da mandare alla Gelmini, ma temo che non la capisca. :-(