mercoledì 25 febbraio 2009

Il dilemma di Kierkegaard e il pessimismo di Schopenauer


Camminare. Sempre dritti verso la meta.
La sorgente di un fiume, la cima di una montagna, un villaggio dove vendono le Marlboro, un telefono, un rifugio.
È camminando che ho sconfitto il dilemma di Kierkegaard e il pessimismo di Schopenhauer.
Non camminando a caso, come potrebbe suggerire un eroe romantico.
Camminando il più possibile sempre dritto, lungo un sentiero già tracciato, verso una meta.
L'ho scoperto tanti anni fa. Una scoperta straordinaria.
La prima volta era stata nel paese dei Catari. Un percorso breve. Di appena una settimana. Da Queribus a Montsegur. Lo stesso percorso che gli eretici avevano intrapreso secoli fa. 
La mattina, la prima mattina che avevo inziato il sentiero, già mi sentivo bene.
Non l'avevo capito il perché, quel giorno. E ci sono voluti anni per capirlo. Anni e milioni di passi. Uno dietro l'altro. E cime da valicare. E fiumi da attraversare. 
Camminare da un punto all'altro, da A a B, annulla la scelta. 
Che è una delle ragioni, secondo Kierkegaard, dell'infelicità dell'uomo. 
E la scelta obbligata di una meta, vitale perché legata alle esigenze più materiali del corpo umano - mangiare, bere, dormire - sconfigge il pessimismo di Schopenhauer, convinto dell'intrinseca disperazione dell'uomo condannato a non raggiungere mai una meta, perché vera metà non c'è.
E così, ogni volta che mi capita di sentire il verme dell'angoscia insinuarsi in me, prendo una carta, traccio il più possibile una linea dritta, riempio lo zaino e me ne vado.


7 commenti:

Angela ha detto...

Guru Chiara, sei meglio di un maestro zen!
Ti prendo in parola.
Niente mete, solo cammino e osservazione...

luposelvatico ha detto...

Ma se il verme diventa un pitone, funziona lo stesso?:-)))))

Chiara Milanesi ha detto...

@ Angela, si, camminare, ma mi raccomando sempre dritti...

@ Lupo: funziona sempre. È come il Dash!

Anonimo ha detto...

Ricordo la sensazione di pace e serenità camminando i primi cento km del Cammino di Santiago.
Ciao
Stefi

Anonimo ha detto...

Ricordo la sensazione di pace e serenità camminando i primi cento km del Cammino di Santiago.
Ciao
Stefi

Anonimo ha detto...

Si, Chiara, l'ho sperimentato anch'io, come Stefi: camminare dritto verso una meta, possibilmente soli, e lungo il cammino ti dimentichi di Kierkegaard e di Schopenauer.
Ciao
Mimmo

Blogger ha detto...

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