sabato 21 febbraio 2009

Il tempo compresso ruba la bellezza?



Questa storia è successa tre anni fa.
Io però non ne avevo sentito parlare.
È accaduta a Washington, DC. Più specificatamente nei corridoi di una delle stazioni della metropolitana di Washington. La stazione, non so perché, ha un nome francese. L'Enfant Station. La stazione del bambino. Forse la scelta di quella stazione non è stata un caso.

Alle 7 e mezza della mattina un ragazzo vestito un poco trash entra nella metropolitana, si guarda intorno, sceglie un angolo non lontano dall'ingresso, posa a terra l'astuccio di un violino, si toglie il cappotto, estrae il violino e inizia a suonare. Come fanno tutti i musicisti di strada lascia l'astuccio aperto davanti ai piedi. Storia di invitare chi passa a lasciare qualche moneta. Casomai apprezzasse la sua musica.
Il ragazzo accorda velocemente il violino e poi inizia a suonare la Ciaccona, un brano tratto della partita in re minore di J. S. Bach. La Ciaccona è ritenuta uno dei pezzi per violino più articolati e difficili da eseguire.
Centinaia e centinaia di pendolari indaffarati sfilano di fronte al ragazzo senza degnarlo di uno sguardo. Rare sono le persone che si soffermano più di un paio di secondi. Un bambino tenta di arrestare sua madre, ma la donna sbuffa e lo strattona perché il piccolo la segua.
Il giovane musicista suona imperterrito per 45 minuti. Al termine del concerto nell'astuccio di violino vi sono 32 $, in pratica una pizza,un caffé e la mancia. Nessuno applaude.
Una sola persona tra le migliaia che gli sfilano davanti lo riconosce.
Il ragazzo altri non è che Joshua Bell. In assoluto uno dei più grandi violinisti viventi.
È di passaggio a Washington. Due sere prima si è esibito in un concerto sold out, dove i biglietti costavano minimo 100 $ l'uno. Il violino su cui esegue le sue sonate è uno Stradivarius del 1713 del valore di parecchi milioni di dollari.
La performance di Bell era stata organizzata dal Washington Post allo scopo di verificare la capacità degli esseri umani di percepire la bellezza in un ambiente non consono, non adatto, all'esposizione della bellezza.
Genere, se trovassimo la Gioconda nel deposito di un robivecchi saremmo disposti a pagarla 5000 euro? 

Questo articolo lo scrivo pensando a mio figlio, musicista di strada.
Che oggi suona da qualche parte, nelle profondità del metrò di Parigi.




3 commenti:

Alicesu ha detto...

Lo ha fatto anche Biagio Antonacci, qualche anno fa.
Ma in quel caso, han fatto bene a non calcolarlo di striscio.

sileno ha detto...

Molto di frequente mi capita di riflettere sul fatto di guardare il mondo col paraocchi e di vedere solo quello che mi viene additato da chi ha interesse a farmi guardare solo in una certa direzione, e da quanto scrivi, sono in buona compagnia.
Ciao
Sileno

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Il problema è che siamo sommersi da informazioni e stimoli vari. E' praticamente indispensabile filtrare la realtà che ci circonda. Il risultato è un atteggiamento di sostanziale distrazione. Alla fine, vediamo solo quello che proviene da canali privilegiati: in fondo, avviene anche nel mondo dei blogs...