giovedì 12 febbraio 2009

La "Maison du Fada"


La notizia di oggi è triste. O meglio, agghiacciante. A Aix-en-Provence, una donna di cinquant'anni è stata ritrovata morta a casa sua a un anno e mezzo dal decesso.
Si chiamava Hélène, abitava in un condominio di una quindicina di appartamenti, possedeva un'automobile, una piccola Citroen, che era rimasta parcheggiata davanti all'immobile per tutto quel tempo.
Nella cassetta della posta, con l'andar dei mesi, si erano accumulate le lettere, le ingiunzioni di pagamento, i volantini pubblicitari. Gli abitanti del condominio avevano impilato tutte quelle carte per terra, in bell'ordine. La pila, pian piano, era diventata sempre più alta.
Un condominio di gente gentile. Tutti conoscevano la signora. E tutti la definiscono donna piuttosto riservata. Un condomino, insospettito dall'assenza prolungata della donna, aveva persino infilato dei pezzettini di carta tra il portoncino d'ingresso del suo appartamento e il battente della porta per controllare se magari la donna non entrasse nottetempo nell'appartamento. Storia di dar aria alle stanze o di prendere con sè qualche indumento.
Niente da fare. I pezzettini di carta erano rimasti là, intoccati, per mesi.
Chissà se la donna aveva avuto una famiglia? Non si è mai figli di nessuno, ma probabilmente i genitori della donna erano morti. E lei non doveva aver avuto fratelli o cugini. O magari con loro aveva rotto le relazioni. Di sicuro non doveva aver avuto molti amici. Forse nemmeno il telefono. 
In tanti anni che la donna abitava in quel condominio, dice la gente, mai una cena, mai una visita, mai qualcuno che le suonasse il campanello. Una sorta di eremita urbana, spiegano ora.
Per quello, dicono, nessuno se n'era accorto che lei era là dentro. Morta da 18 mesi.

Questa storia di solitudine urbana è avvenuta, come ho detto, a Aix en Provence. 
A neanche trenta chilometri da quella Città Radiosa che aveva voluto Le Corbusier e che si può ammirare ancora oggi lungo il Boulevard Michelet. 
La Cité Radieuse: 337 appartamenti in un unico immobile. 1600 persone che ci abitano. E al suo interno, un asilo, un albergo, alcuni negozi, un giardino pensile, una splendida terrazza sul tetto, una piscina, una palestra, una biblioteca, un cinema, un teatro,un auditorium, degli spazi da adibire a mostre.
Tanti spazi collettivi, aveva pensato Le Corbusier, per tentare di dare senso al vivere insieme. Per sconfiggere la solitudine urbana in un progetto di vita che voleva anche essere collettivo e solidale.
Oggi, pochi marsigliesi sanno indicare al turista dove si trova la Cité Radieuse. Per trovarla, bisogna chiedere loro dove si trova la "Maison du Fada" (la Casa del "fuori di testa"). Oramai è con questo nome che la gente conosce l'edificio.  
Un "fada", Le Corbusier. Un fuori di testa. Un pazzo, così pazzo da aver avuto un'idea semplice. 
L'idea che a stare insieme ci si aiuta. Si sta meglio. Si è meno soli.





5 commenti:

Arnicamontana ha detto...

Bello, molto toccante questo tuo post. Una storia triste...La solitudine, l'eremitaggio possono uccidere? L'indifferenza di sicuro, sì.

stella ha detto...

Veramente agghiacciante!

sileno ha detto...

Ci sono troppe variabili in queste storie, come si fa ad entrare nella sfera di una persona che rifiuta i contatti umani?
Sarebbe un'intromissione non gradita, perciò una forma di violenza.
E' molto triste che una persona non abbia nessuna assistenza o soccorso, ma a volte,alle persone che vivono sole capita, anche a causa di una precisa scelta di vita.
Sileno

luposelvatico ha detto...

Sileno, è vero quel che dici: a volte sono le persone che rifuggono i contatti, e nonostante i tentativi non si riesce ad entrare in comunicazione con esse.
Ma sarà vera scelta, o pura disperazione?

Anonimo ha detto...

Tema molto complesso quello della solitudine, dell'estraniamento scelto o indotto da concomitanze di fattori e di cause fra individuo e società.

L'essere umano è un animale sociale, e le relazioni sociali non sono mai unidirezionali, occorrono di reciprocità.

La "città radiosa" costituisce sicuramente una geniale intuizione ma, di per sè, insufficiente se gli esseri destinata ad abitarla non hanno potuto maturare dentro di sè la costruzione di quello che il Che definiva "El Hombre Nuevo" ("....ma fino a che non sarà sconfitto l'egoismo, non avremo ancora compiuto la liberazione dell'uomo....").

Stefi