martedì 24 febbraio 2009

Bisogna amarsi molto per suicidarsi, aveva detto Albert Camus.

"La vita è una sigaretta, brace, cenere e fuoco. Alcuni fumano nervosamente, altri assaporano gli aromi...", scriveva il poeta spagnolo Manuel Machado e cantava David Bowie in Rock and Roll Suicide. 

Ci penso leggendo il giornale stamattina.
A Roma, ieri sera, un uomo si è sparato un colpo di pistola alla tempia in Piazza Venezia davanti all'Altare della Patria.
Il luogo e il modo con cui una persona si toglie la vita non può non interrogarci. Specialmente se la persona in questione sceglie di compiere quest'atto in un luogo pubblico e particolarmente connotato.

L'uomo che si è tolto la vita ieri a Roma è uscito di casa. Forse ha preso la metropolitana. Forse un autobus o un taxi. Forse a Piazza Venezia c'è arrivato a piedi. Forse era stanco. 
Di sicuro è uscito di casa con la pistola in tasca. Aveva già deciso di uccidersi in quel luogo?Aveva preparato la cosa da tempo? Cercava un posto speciale? Si credeva dentro a un film? Personaggio di un romanzo che nessuno scriverà? Oppure si è trascinato in giro per la città, indeciso sul da farsi? Andava in cerca di un luogo "adatto"? Se ne sarebbe parlato se lo avesse fatto a casa sua, in bagno o in cantina? Aveva paura che non se ne parlasse? Voleva dire qualcosa a qualcuno? Voleva dirci qualcosa?
Cosa voleva dirci? 
E se anche lo volessimo liquidare come un balordo esibizionista, che cosa ha voluto esibire? Cosa ci ha esibito? Chi erano i destinatari del suo gesto? Noi? I suoi fantasmi? 
Bisogna amarsi molto per suicidarsi, aveva detto Albert Camus.


"I rasoi fanno male, i fiumi sono umidi, l'acido lascia tracce, le pillole danno i crampi, le pistole sono illegali, i cappi cedono, il gas ha una puzza orrenda, tanto vale vivere. " Dorothy Parker




6 commenti:

sileno ha detto...

Un suicidio significa che è l'umanità intera che ha perso e frequentemente è l'indifferenza che uccide.
Sileno

Anonimo ha detto...

Una volta pensavo che occorresse più coraggio a vivere che a suicidarsi.
Poi ho scoperto cosa sia la depressione: quella brutta bestia per cui la vita rischia di perdere ogni significato..e posso comprendere che c'è chi non riesca a ritrovarne un senso, arrivando quindi a farla finita. Le modalità ed i messaggi forse in esse contenute penso siano molto soggettivi.
Comunque trovo che ci sia verità sia in ciò che dice Camus ma preferisco la Parker.
Ciao
Stefi

maria rosaria rossini ha detto...

credo che ognuno di noi sia dotato della giusta dose di narcisismo(c'è anche chi ne abbonda, ma è un'altra storia)che ci permette di non scegliere di suicidarci.
un saluto

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Ci vuole lo stesso coraggio a vivere ed a morire.

PS: un commento molto bello da me, questo post, un video del mio cantante preferito.

Un blog molto interessante. Insomma ce n'é abbastanza per decidere di linkarlo sperando di farti cosa gradita.

Ciao
Daniele

luposelvatico ha detto...

Da giovane l'idea (romantica, dimostrativa) del suicidio mi si presentava alla mente molto spesso.
Da grande, penso che la disperazione possa essere il motore potente di un cambiamento, piuttosto che il motivo per gettare la spugna.
Noi occidentali siamo particolarmente vulnerabili, credo, perchè diamo alle "cose" un valore troppo alto senza riconoscere il valore di noi stessi "nudi": e quando perdiamo il lavoro, o quando un rapporto finisce, non pensiamo mai a capitalizzare quanto abbiamo avuto, e a quante risorse abbiamo dentro per ripartire magari cambiando tutto, ma tendiamo a vedere solo quel che abbiamo perduto.
Ed invece di proseguire semplicemente il cammino, ci vediamo smarriti.

Chiara Milanesi ha detto...

@Daniele: grazie