sabato 7 marzo 2009

Collevecchio/ 1° giorno.

1° giorno
L'Italia delle stazioni tutte uguali scorre davanti al finestrino. Un ragazzo peruviano illustra la rete ferroviaria planetaria, calcola ritardi, anticipa fermate. Decisamente, un appassionato.
Una signora magra e secca mi chiede una sigaretta che vuole fumarsi nel bagno. Ermanno dagli occhi buoni racconta di partigiani bellunesi impiccati agli alberi della piazza e del vescovo Bordignon che sale su una scala a pioli per baciarne i cadaveri.
Sfogliamo il libro delle montagne.
Rivedo cime dimenticate.
Poi c'è Collevecchio. Che non è Collevecchio ma una frazione senza nome apparente.
Il vero Collevecchio è dietro la collina. Subito dopo il dosso. La valle si apre, si scorge il paese, si intuisce il convento. Scopro che non è una beauty farm come indicato da Repubblica.
Sospiro di sollievo.
Loro sono là. Attorno al tavolo su cui sono posati cestini di gianduiotti, biscottini, torte alle mandorle fatte in casa, tazze piene e vuote. Tè, caffè, tisane.
C'è Angela. Lentiggini, turbante da tuareg, occhi chiari. Voce che incanta.
C'è Marina, avvolgente, sciarpa viola, occhiali turchesi. Ride Marina e quando ride si apre.
C'è Stefania che conosco grazie al fumo che si leva dalla sua sigaretta.
C'è Marco, testapelata, sguardo disincantato, sorriso ironico. Che ogni tanto scoppia. Quando ride socchiude gli occhi.
E Mimmo, serio e attento, la prova vivente che i normanni la Sicilia se l'erano davvero masticata. E Daniele, che ci recita le poesie, le sue, con le braccia che mulinano attorno al corpo magro e ci vuole convincere.
E James. Che è innamorato. E bacia Angela sulla fronte.
Non ci si scruta.
Non c'è diffidenza. Miracolo della rete? Della parola scritta? Del luogo?
Poi si viaggia.
Dal Nepal alla Corea del Nord, passando per ragazze che levitano in cucine poco illuminate delle prealpi venete, sostando nelle case di eccentriche inglesi vestite da pirati della filibusta, analizzando spinte solidaristiche dal sapore esotico, indugiando su nemici reali o virtuali, sgranando pezzi di vita, amanti lasciati, mariti in attesa, figli ribelli, sorelle pazze, madri ingrate, padri con l'andatura dei capitani di lungo corso.
Difficile accendere il fuoco nel caminetto.
I rami sono troppo giovani e freschi.
Ma ci si prova tutti.
E il fuoco prende.

4 commenti:

masaccio ha detto...

ma il mondo dov'è!

Anonimo ha detto...

ansiosa di leggere del 2°, ma soprattutto del 3° giorno!
Un bacio a te e a tutti gli amici.
Stefi

Anonimo ha detto...

Un vulcano? un terremoto? No a Collevecchio ho incontrato una donna appassionata... raro di questi tempi grigi. Grazie ad Angela che mi ha permesso transitare sulla via in cui passava Chiara... e a te Chiara: grazie che ci sei. Oggi ho acquistato un infinitamente piccolo motivo in più per credere che ce la faremo...Elisa.

Angela ha detto...

Chiara,Chiara che ti sei lasciata amare...