venerdì 13 marzo 2009

Cui prodest?




L'Enviropig, scopro su Repubblica, è un suino OGM che produce escrementi con un tasso minore di fosfato, il che riduce i danni alle falde acquifere. L'Acquabounty, è un salmone OGM che cresce più rapidamente del salmone naturale, con ovvi vantaggi per l'industria del pesce. L'Healthybacon proviene da suini OGM che contengono più Omega3 e dunque sono ottimi per la salute.
Che c'è di male?
Cosa c'è di male, per anni, quasi tutte le mattine, me lo ha spiegato Jean Pierre Berlan, che fino a qualche mese fa è stato mio vicino di casa. Quasi tutte le mattine, infatti,  Jean Pierre veniva a prendere il caffé a casa mia perché "tu sei italiana e il caffé da te è buono". E mi parlava della sua battaglia, della sua guerra quotidiana.
Jean Pierre Berlan, direttore di ricerca all'INRA, l'Istituto Nazionale per la Ricerca in Agronomia ha trascorso gli ultimi quindici anni a battersi contro gli OGM. 
Non tanto sul piano della salute o della compatibilità con l'ambiente. 
Sotto questo profilo, sosteneva, è ancora troppo presto per parlare. Vi sono segni negativi, ammetteva, quali l'aumento delle allergie dovute semplicemente al fatto che una persona allergica, per esempio, alla carota che si ritrovava a mangiare una bietola OGM senza sapere che in essa  era stato inserito il gene della carota, era costretta suo malgrado ad affrontare una bella crisi senza, magari, riuscire nemmeno a spiegarsene le ragioni. 
Ma queste cose potrebbero essere evitate, diceva, informando ben ben di cosa fosse fatto il prodotto che stiamo mangiando.
Jean Pierre, invece, gli OGM li attaccava su un piano, se così si può dire, etico. 
La battaglia che ha occupato i suoi ultimi quindici anni di vita, Jean Pierre l'ha fatta contro quella che aveva definito la brevettabilità del vivente. L'inaccettabile brevettabilità del vivente.
Frédéric Bastiat, in un suo famosissimo pamphlet, raccontava che nel 1845 la lobby dei fabbricanti di candele, candelieri, lumini, lumicini e lampade a petrolio aveva rivolto un'interrogazione parlamentare denunciando la concorrenza che il settore subiva da parte delle finestre, delle verande e degli abbaini, i quali, permettendo alla luce del sole di entrare nelle case delle persone minacciavano seriamente la vendita di tali prodotti. Un'ordinanza parlamentare che avesse imposto la riduzione o la chiusura delle finestre sarebbe sicuramente risultata proficua ai fabbricanti che la lobby rappresentava.
Berlan sosteneva che Frédéric Bastiat aveva capito prima di chiunque altro che in nome dell'obiettivo di una crescita illimitata, funzionale al sistema capitalistico liberale, sarebbe stato necessario vietare o tassare ogni attività umana che si fosse svolta in regime di gratuità.
Gli esseri viventi commettono un errore imperdonabile: si riproducono e si moltiplicano gratuitamente. Da almeno un secolo, secondo Berlan, per riparare a tale errore, la nostra società si è dedicata  appunto a combattere una grande guerra contro la gratuità.
La direttiva europea 98/44 sulla "brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche" ha messo la parola fine alla pratica che sta alla base di ogni agricoltura. Ovvero alla possibilità di ripiantare quanto raccolto. Alla possibilità, per un agricoltore, di ripiantare proprio quella qualità di grano  che attraverso un sapiente processo di selezione si è rivelata la migliore. Un valore estremamente grande per le proprietà insite nel chicco di grano, ma paradossalmente, privo di valore di mercato, visto che l'agricoltore una volta ottenuto il frutto che è anche seme ne è il legittimo padrone e lo può ripiantare.
Non ne è invece padrone, e dunque non lo può ripiantare, se il seme è geneticamente modificato e brevettato. La proprietà dei frutti e dei semi del grano cessa dunque di essere sua, per passare nelle mani delle multinazionali dei cereali.
Monsanto, industriale che si spacciaper  essere la chiave di volta della "scienza della vita", onde evitare spiacevoli diatribe giuridiche inventa la tecnica Terminator, ovvero la produzione di semi transgenici che una volta figliato diventano sterili. 
Costretta in un primo tempo  (1998) ad abbandonare una tecnica di sterilizzazione così mostruosa (il re è nudo avevano all'epoca gridato gli ecologisti e Monsanto dimostra di essere l'alfiere di una necroscienza), nel 2005  la multinazionale, nella più totale indifferenza dei media, ottiene quatta quatta il Brevetto Europeo per Terminator, l'arma letale contro la vita.
E fino al giorno in cui Terminator non invaderà i nostri campi, dovremmo dotarci di una polizia genetica? Che si dedicherà a controllare se gli agricoltori che utilizzeranno i semi OGM non sterili per una seconda piantagione avranno pagato il balzello a Monsanto e Co.? 
E si tratterà di una polizia pubblica o privata? 
In America, ben più avanti di noi su questa strada, le multinazionali assumono a questo scopo detective privati a caccia di agricoltori indisciplinati e offrono ai contadini chiamate telefoniche gratuite per denunciare i vicini che nella stagione della semina non pagano l'obolo.
Una società totalitaria che si basa sulla delazione è in gestazione. In gestazione genetica.
Cui prodest tutto ciò, potremo chiederci? Perché i nostri legislatori, di legge in legge, di regolamento in regolamento, decretano l'eutanasia dell'agricoltura naturale, dell'agricoltura biologica, dell'allevamento naturale, i cui soli torti sono quelli di essere gratuiti?


1 commento:

Angela ha detto...

Cara, ora ho finalmente le parole che non trovavo nella testa per spiegarmi perché odio istintivamente gli OGM. Grazie