martedì 31 marzo 2009

Il dilemma della realpolitik

Una nuova legge sta per essere votata dal parlamento afghano, mi informa Repubblica questa mattina. Una nuova legge, che autorizza lo stupro dei mariti, obbligando le mogli non consenzienti ad allargare comunque le gambe. Oltre a vietar loro di uscirsene di casa, di andar dal medico, di svolgere un qualsiasi lavoro senza il consenso del marito. E ad affidare alla linea maschile presente in famiglia (padri, nonni, zii) l'educazione e la custodia dei figli.
Pare che Kharzai tenti di ottenere con questa legge una vittoria alle prossime elezioni che rischia di perdere contro il partito islamista radicale. Garantendosi il voto della minoranza scita presente nel paese, nonché il sostegno di quel bel tomo di Mahmoud Ahmadinejad.
Otto anni sono passati dall'invasione del paese, dalla caccia a Ben Laden, dall'inseguimento del Mollah Omar, dalla presa di Kabul e (in misura minore) dell'Afghanistan da parte degli eserciti della coalizione. Otto anni anche dalle dichiarazioni trionfali sul salvataggio delle donne afghane grazie ai valori dell'Occidente. Che da allora in poi sarebbero state "libere".

Quello che sta accadendo, a mio avviso, è un caso scuola di come sia difficile prendere una posizione in un frangente del genere.
Per anni, nel periodo in cui gli studenti islamici si davano allegramente alla lapidazione pubblica delle donne cosiddette "adultere" o "ribelli", dal mondo occidentale si erano levate le grida di dolore delle donne che si chiedevano come fosse possibile che il "mondo" lasciasse andare al loro destino una "minoranza" così folta e corposa come quella della componente femminile senza alzare un dito. 
In fondo, non si era spesso ripetuto che se gli stati europei fossero intervenuti contro la Germania al momento delle Leggi di Norimberga, forse non ci sarebbe stato l'Olocausto? D'accordo, si tratta di un'ucronia che trova il tempo che trova, ma....
In ogni caso, oggi, l'elegante Kharzai, l'amico dell'Occidente Kharzai, propone una legge che non ha niente da invidiare a quelle varate dai giovani barbudos che sfrecciavano a Kabul nei loro gipponi brandendo il Corano.
Che fare? Restare chiudendo un occhio? 
Andarsene, perché non è accettabile difendere un governo che difende tali leggi? Sapendo, in questo caso, che i talebani riprenderanno allegramente le zone non ancora sotto il loro controllo e oltre a leggi del genere riprenderanno le punizioni corporali, le lapidazioni e i roghi di libri?
Che fare?

4 commenti:

Susanna ha detto...

Non è semplice, in effetti.
Per affermare un principio sacrosanto, si rischia di perdere tutto.
Non è semplice. Io ho sempre pensato che sia necessario prima promulgare le leggi, perché se si aspetta che cambi il costume, si aspetta un pezzo. Promulghiamo una legge, pensavo, e la gente alla fine si adeguerà. Non ero d'accordo con Battiato, che in una canzone di qualche anno fa (The new frontier, mi pare) sosteneva che "l'evoluzione sociale non serve a nulla se non è preceduta da un'evoluzione di pensiero".

Ora, però, non sono più così sicura e mi chiedo: "Ma il signor Karzai, in questi anni, ha avuto la possibilità di tentare di far cambiare il pensiero? E se sì, ha tentato di farlo?"

Orribile situazione, invero.

gatta susanna

sileno ha detto...

Non mi sembra che il mondo occidentale abbia un modello di vita da proporre; sicuramente non il consumismo che è la nostra vera religione.
Aiutare quei popoli ad uscire dal loro medioevo non è facile non avendo alternative valide che possano superare lo stato di indigenza a cui sono costretti loro e la stragrande maggioranza dei popoli, poi anche dalle nostre parti ci sono dei figuri che lavorano e con un certo successo, per riportare l'orologio dell'emancipazione culturale indietro di un millennio.
Sileno

Angela ha detto...

Una donna afghana può essere stuprata dal marito; una giornalista russa può subire una esecuzione per aver denunciato il grande capo-priapo;le politichesi italiane arrivano all'elezioni europee grazie alla circonferenza-vita e assenza di cellulite...almeno gli afghani hanno il coraggio di uscire allo scoperto e dichiarare una legge-orrore.
Gli ipocriti "evoluti" esperti nell' abusare e snobbare le leggi, preferiscono non dichiarare e quindi non contraddirsi!

Angela ha detto...
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