domenica 22 marzo 2009

In nome di Dio, per l'ennesima volta...



La pubblicazione delle dichiarazioni rese dai soldati israeliani quanto al comportamento tenuto a Gaza durante l'operazione "Piombo fuso" conferma due cose. 
Da un lato che le accuse mosse a Tsahal da parte delle ONG presenti a Gaza, di testimoni oculari e persino di membri di Hamas si confermano e, paradossalmente, a confermarle sono i racconti degli stessi soldati.
Dall'altro che Tsahal resta un'eccezione, tra i tanti eserciti presenti nei diversi conflitti del mondo. Proviene dal suo interno, infatti, la denuncia di tali comportamenti. La pubblicazione delle dichiarazioni dei soldati appare infatti sulla newsletter dell'Accademia Militare che "forma" i soldati. In seguito a questa sorta di autodenuncia, l'articolo viene diffuso a livello nazionale dal quotidiano di sinistra Ha'aretz. Il documento pubblicato dalla newsletter non ha subito alcuna censura, nonostante le dichiarazioni rese dai militari sul campo denotino la perdita di "senso morale" di Tsahal. 
Ora ci sarà un'inchiesta.
Non so come andrà a finire questa cosa.
So solo che il direttore dell'Accademia ha dichiarato che era necessario per il paese che i comportamenti dei suoi soldati uscissero alla luce del sole e che era auspicabile aprire un dibattito, il più ampio possibile, sul deteriorarsi dei principi morali che, in base al codice di etica militare di Tsahal,  dovrebbero guidare i comportamenti dei soldati.
In Israele,  l'esercito ha sempre svolto una funzione importante.  Esso è sempre stato visto, infatti,  come l'istituzione capace di permettere il melting pot di ebrei provenienti da paesi e tradizioni diverse del mondo e di formare una gioventù capace di dar vita ad una società dotata di coesione e di principi morali.
Quello che emerge da una lettura a caldo della stampa israeliana è che, oggi, la posta in gioco riguarda la direzione delle forze armate israeliane, le quali tradizionalmente, per almeno quarant'anni, erano state in mano a kibbutzin laici, di sinistra e con un notevole livello di istruzione, mentre negli ultimi vent'anni, pian piano, ad occupare le più alte gerarchie militari, sono i membri dei movimenti nazionalisti religiosi, inclusi molti coloni. 
Questi ultimi, con a capo il generale e rabbino ultranazionalista Avichai Rontzki, non hanno esitato, per esempio, a diffondere tra i soldati del manuali di propaganda che, prendendo a prestito frasi tratte dalla Torah, invitano a non cedere a nessun sentimento di pietà nei confronti del nemico.
In nome di Dio. Per l'ennesima volta.



5 commenti:

loris ha detto...

Non mi è difficile pensare a dove si sono ispirati i soldati israeliani. Alcuni anni fa mi sono addentrato in alcune letture del "vecchio testamento" e mi sono ritrovato spesso a leggere di situazioni autenticamente guerrafondaie e razziste. Mi domando oggi se può scendere quel velo di ipocrisia, che nei giorni del massacro pubblico, faceva si che alcuni si ponessero su una presunta equidistanza tra i soldati israeliani e la popolazione di Gaza.

Chiara Milanesi ha detto...

@loris: non ci può essere equidistanza fra un esercito e una popolazione civile. Come non ce n'era quando gli americani bombardavano Dresda massacrando la popolazione civile tedesca per sconfiggere il nazismo o quando hanno bombardato Treviso per scacciarne i tedeschi e dove alcuni membri della mia famiglia hanno perso la vita.
Ciononostante quelli che sono scampati al bombardamento di Treviso, della mia famiglia, non hanno mai smesso di ringraziarli, gli americani.

luposelvatico ha detto...

Chiara, la tua opinione è che "operando in nome di Dio" Tsahal diventi "peggiore"? O che un esercito "a guida laica", che oggi è in grado di generare atteggiamenti autocritici, possa autocorreggersi nelle sue deviazioni più disumane?
E' vero (o almeno ho questa percezione) che spesso i soldati di Tsahal sono stati pubblicamente portatori di problemi di coscienza come di rado è accaduto in altri eserciti del mondo.
Io non so se questo abbia alla fine cambiato o no l'atteggiamento di Tsahal, ma quel che è accaduto a Gaza non mi porta ad una risposta positiva. In passato, che tu sappia, le inchieste su episodi simili hanno portato a qualche risultato?

(PS: Il primo attacco su Dresda lo portarono gli inglesi, gli americani conclusero l'opera.)

Chiara Milanesi ha detto...

@Lupo: non ho opinioni.
Constato semplicemente che la denuncia del "male" viene dall'interno. E questa è una buona cosa.
Constato che oggi le gerarchie sono occupate da nazionalisti legati agli ultrareligiosi.
Constato che Tsahal ha perso quella caratteristica di esercito "etico" che per 40 anni lo aveva distinto dagli altri eserciti del mondo.
Deduco che questa perdita sia dovuta alla presenza massiccia dei parolai di Dio.

Angela ha detto...

Dio creato a immagine e somiglianza dell'uomo! Il suo nome...una bestemmia!