giovedì 12 marzo 2009

Raphael e il suo asso nella manica

Lui si chiama Raphael. In ebraico Rapha e el. Che significa "medico di Dio". Il Raffaello nostrano, santo, è infatti il patrono dei medici.  
Il mio Raphael, invece, non cura nessuno. O meglio "cura" i generali. 
Lui infatti è un pimpante produttore e mercante d'armi israeliano. 
Indubbiamente un personaggio intrigante. In sintonia coi tempi.
Con un senso del marketing tutto suo. E originalissimo.
Un paio di mesi fa, Raphael, invitato dal Ministro Indiano della Difesa all'Aero India 2009, il salone del suo settore (grossi armamenti aria - terra ), si è presentato con la sua nuova arma segreta. Il suo asso nella manica. Capace di sbaragliare la concorrenza.
Gran parte dei mercanti d'armi sono svizzeri o tedeschi. Anche noi italiani non sfiguriamo. Ma soprattutto nelle armi di piccole taglio, tra cui regina è quella maneggevole Beretta con cui Tim Kretschmer ha mantenuto la promessa fatta la sera precedente in rete. "Li farò tutti arrosto" aveva dichiarato. E così è stato.
Fino al nostro Raphael, i cupi mercanti d'armi svizzeri o tedeschi, per natura amanti dell'ordine, per promuovere i loro prodotti, avevano adottato una strategia basata sulla piccola corruzione innocente. Regali costosi alle mogli dei generali. Inviti alle figlie su isolette caraibiche. Qualche squillo offerta graziosamente a fine cena.
Raphael, invece, si è affidato alla sua natura creativa e per vendere i suoi "prodotti" ha confezionato un video nel più puro stile Bollywood. 
In cui delle ballerine israeliane vestite in sari danzano, cantano, duettano e civettano con un ragazzo in giacca di cuoio che danza e balla con loro tra missili, ogive ed altre diavolerie del genere.
Raphael, con tutta evidenza, ha voluto fare della metafora a scopo promozionale.
Le ragazze che ballano civettuole rappresentano  l'India, vista in questo caso come una giovane donna indifesa alla disperata ricerca di un ombrello sotto il quale proteggersi dalla minaccia crescente del vicino Pakistan in procinto di passare ad un governo islamico. E l'ombrello protettivo cui agognano  altro non è quello fornito graziosamente dal nostro diabolico e creativo Raphael, (un mito!), rappresentato nel video dal ragazzo in giacca di cuoio. 
Da Raphael e, implicitamente, dal suo arsenale esposto  al salone degli armamenti di New Dehli.

Il video si apre con tre ballerine vestite di rosso con delle coroncine di diamanti in testa e l'ombelico al vento che si agitano nella danza del ventre su una moquette giallognola coperta di petali di rosa. Sullo sfondo e ai lati qualche missile e un paio di ogive.
Ad un certo punto fa il suo ingresso il ragazzo in giacca di cuoio, un sublime tamarro con occhialoni scuri che toglie con gesto sinuoso mentre si rivolge alla quarta ballerina, che volteggiando si presenta leggiadra tra i missili. Lei è una bella moracciona di nero vestita  con boccona rossa che, di sbieco, valuta sorniona la prestanza del tamarro. 
Il quale la osserva tra il lubrico e lo stregato e proferisce quanto segue:

We've been together for so long
trusting friends and partners
What more can I pledge
To make our future strong?

La moracciona che fino a questo punto se lo fila pochissimo, di colpo gli prende la mano, gli fa un paio di mossette e canta timidona e sorniona nello stesso tempo:

I need to feel safe and sheltered
Security and Protection
Commitment and Perfection
defense and dedication

In pratica gli fa ventilare che lei gliela darebbe subito se lui acconsentisse a fare tutte le cose che lei gli chiede. Che in soldoni sarebbero coprirla di missili terra-aria e cullarla al suono dei lanciarazzi. Lui non se lo fa dire due volte e si esibisce nel duetto:

Together forever
I will hold you in my heart
Together forever
We will never be apart

La moracciona però, prima di dargliela, vuole essere sicura e per sancire l'ottenuta protezione canta:

I believe in you

al che il tamarro risponde orgoglioso:

You believe in me

e insieme prorompono in un:

Together forever, we will always be...

A quel punto le tre danzatrici rossovestite, la moracciona e il tamarro si lanciano tutti insieme dimenandosi nel ritornello che fa da refrain a tutto il video. Cantano un sibillino:

Dinga Dinga Dinga Dinga Dee Dinga Dinga Dee Dinga, Dinga Dee..

terminato il quale, il tamarro, certo ormai che la moracciona gliela darà, si spertica in promesse eloquenti danzando attorno ad un missile, verticale stavolta, a suggerire forse il fallo protettivo da lui rappresentato e rassicura ulteriormente la moracciona con:

I promise to defend you
Fulfill your expectations
Shield you and support you
Meet my obligations

Happening finale con la moracciona soddisfatta e rassicurata e le amichette in rosso, felicissime per lei, che agitano ventri, boccucce, e sbattono ciglia in direzione del tamarro che a quel punto è talmente tronfio che prometterebbe anche l'atomica...

Pur apprezzando l'iniziativa creativa di Raphael, ci chiediamo se siamo proprio messi così male che per vendere dei banali armamenti il colosso militaro-industriale deve piegarsi a dei videoclip da fiera di paese? Con tutte le guerre che ci sono??????






2 commenti:

marina ha detto...

OFF TOPIC: Chiara, per l'amor di dio il mio post era un articolo di RODOTA!!! c'era scritto DA REPUBBLICA!!!! siete cecati? oddio non so più cosa fare
marina disperata

Angela ha detto...

ed io che credevo che i tamarri fossero un prodotto tutto italiano?
che tragedia quel demonio di Raphael!