mercoledì 11 marzo 2009

Ricordi negati?



Ieri un amico mi scrive una mail nella quale lamenta il fatto che l'esistenza dei biglietti elettronici sui treni ci farà perdere il piacere di ritrovare un vecchio biglietto ingiallito tra le pagine di un libro e, implicitamente, di rimembrare. Il biglietto cartaceo, quello piccolo di cartoncino, ritrovato tra le pagine di un libro, funzionerebbe come la famosa "madeleine" intinta in una tazza di tisana a base di tiglio a partire dalla quale Marcel Proust "costruisce" il primo volume della Recherche.
Antonio, da Vienna, si lancia nel necrologio delle cose andate perse con la modernità e in un delirio degno del grande scrittore francese (che non ho mai letto) auspica un mondo in cui dovremmo tornare (cito): "alle tabacchiere d'argento, all'orologio attaccato al gilet, al cappello a falde larghe, al fazzoletto al taschino, ad un tono di voce un poco rauco e profondo, al passo alla Maigret (quello belga) cadenzato e tranquillo e mai in ritardo, a risposte che arrivano dopo una pausa un poco troppo lunga, corte e sibilline, a fiori e galanterie alle donne....".
Certamente tra le pagine dei libri non si troveranno più le lettere. Che inevitabilmente si perderanno nell'etere ad ogni panne del disco rigido con perdita di tutti i dati. Idem per le fotografie che non usciranno miracolosamente da fondi di cassetti poco aperti, ma verranno piuttosto viste e riviste con facilità dallo schermo dei nostri computer, producendo in noi la sensazione che non ci sia più passato ma piuttosto un eterno presente che ritorna.
Anche il piacere dell'elaborazione di un appuntamento rischia di scomparire dietro al canonico "Ti chiamo sul cellulare e mi dici dove sei". E così pure le prime, le seconde, le terze stesure di un romanzo che hanno prodotto tonnellate di tesi, di ricerche e di elucubrazioni, scompariranno ingoiate nelle memorie morte dei computer...
La "madeleine" di Proust non era in fondo una fetta di pane biscottato nella prima stesura di Du côté de chez Swann?
Come si scateneranno i ricordi? 
Una cosa che resterà sarà la musica. A prescindere dal supporto sulla quale viene diffusa. E i ricordi legati a qualche scena di film. Rhett che bacia Scarlet. Marlon Brando in canottiera che chiama imperioso Stella appoggiato allo stipite della porta. De Niro che descriverà all'amico vent'anni di vita vissuta dichiarando che altro non ha fatto se non andarsene a letto presto.
Sarà una canzone ascoltata per caso passeggiando lungo un marciapiede in qualche angolo improbabile del mondo, o la scena di un film intravista nel video posto sopra il bancone di un bar in un luogo magari ancora più lontano a scatenarci i ricordi. 
Il grande mondo globalizzato regalerà a tanti, a quasi tutti, ricordi comuni.

Non ho nessuna nostalgia della penna e del calamaio. 
Né degli scarponi con i lacci o dei maglioni di lana che tengono freddo.
Non mi mancano le file nelle stazioni in attesa di comprare un biglietto. 
Né gli album di fotografie. O l'odore delle caldarroste che ti finiscono a pezzi tra i denti.
Nei vari spostamenti di cui è stata fatta la mia vita ho perso tonnellate di lettere, bigliettini, appunti, quaderni, cartoline.

Continuo però ad alimentare volontariamente il ricordo, predisponendo "reperti" pronti all'uso e consumo della rimembranza.

Sono fiori secchi strappati alle montagne, sassi di fiumi himalayani, sabbie rubate da deserti o da spiagge lungo gli oceani, frammenti di vecchie tazze, occhi di bambole.

Tutti predisposti in anticipo a scatenare ricordi.

Non vale?


17 commenti:

Anonimo ha detto...

vale, vale, come tutto quello che resta nella tua testa, nei tuoi occhi e nel tuo cuore.

pat

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Come dice Pat, valgono i ricordi che ci portiamo in testa, quelli che contribuiscono alla nostra identità. E i reperti per riattizzare la memoria escono fuori all'improvviso, spontaneamente, magari qualche volta quando non vorremmo averli così presenti. Non bastano le innovazioni tecnologiche per cancellarli, neanche se questo dovessse sciaguratamente essere il fine.

marina ha detto...

arrivata a "che non ho mai letto" detto di Marcel (notare la confidenza) non sono andata oltre. Mi rifiuto di avere rapporti di alcun genere con una donna che non ha letto Proust.
marina, esterefatta

sileno ha detto...

felice di aver estratto dal terreno un frammento di ceramica...
Sileno

marina ha detto...

Va bene, commento seriamente, o almeno ci provo. Mi piace il nuovo, il cambiamento, l'invenzione comoda, ma ho un affetto fortissimo per le carte, le vecchie penne, i dischi in vinile, essenzialmente per le cose belle della mia giovane età. Trovo che usare la rete o il microonde supergalattico e sfogliare un libro del 500 sono piaceri che non dovrebbero essere messi in alternativa. Io comunque non li oppongo.
vogliamo tutto!
marina

guglielmo ha detto...

Vale la pena , sempre. Una delle fonti di biglietti che trovo sono i libri presi in biblioteca. Riservano spesso delle belle sorprese.

Chiara Milanesi ha detto...

@Marina, lo so che sbaglio, ma Marcel me lo riservo per quando avrò la mononucleosi o la tisi e dovrò trascorrere lunghi mesi in sanatorio...

Antonio ha detto...

Gentilissima Signora Chiara,
sono entrato nel Suo "blog" su consiglio dell'amico Sileno; ho letto, per ora, solo l'articolo "ricordi negati?" e ne sono rimasto colpito: non poteva essere diversamente per un laudator temporis acti quale io sono: Le basti sapere che conservo vecchi biglietti aerei, talloncini di ingresso a musei o monumenti, ritagli di giornale, cartoline di tanti anni fa. Desidero porgerLe un sincero apprezzamento non solo per il sentimento di cui è intriso il Suo scritto, ma anche per lo stile asciutto ed essenziale, incisivo ed ironico. Anche i riferimenti letterali e cinematografici sono precisi ed opportuni. Termino subito questa lode perché, come dicevo a poco fa a Sileno, a me avviene talora che una lode mi infastidisca e mi metta a disagio, mentre accetto più volentieri una critica che può correggere un errore o propormi un'altro modo di vedere le cose.
Ma in relazione al Suo "post" (uso malvolentieri questi termini esotici) non posso che dichiararmi totalmente in sintonia con Lei.
L'occasione mi è gradita per porgerLe un cordiale saluto.
Antonio

Antonio ha detto...

errata corrige nel precedente commento: anziché "letterali" leggasi "letterari".
Mi scuso per l'errore.
Antonio

Chiara Milanesi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara Milanesi ha detto...

@Antonio: grazie per l'incoraggiamento! Sono entrata nel suo sito e mi rodo nel veder le foto delle montagne...ma i pioli su cui arrampicate non sono la scala del Menighel sulla Tofana di Rozes?

maricla ha detto...

chiara, mi sa che in canottiera, appoggiato allo stipite della porta, a chiamare Stella, era Marlon Brando e non Paul Newman, sai?
(lo so, lo so, rompo dovunque, non ho bisogno di un ufficio postale)

Chiara Milanesi ha detto...

Grazieeeee Maricla, volevo dire Marlon e non so perché è uscito Paul!!!!!! Ora ho corretto...

Angela ha detto...

io soffro di vuoti di memoria...pezzi di vita e incontri sono riportati alla memoria da altri che mi irritano quando mi interpellano con "ti ricordi?"...no, non ricordo spesso ma il mio istinto si muove verso il mondo incantato di Marcel...le mie madaleine sono gli odori di vecchie case, vecchie di secoli dove non ho memorie da riportare a galla ma che mi commuovono fino alle lacrime (vale anche la memoria delle precedenti vite?)

Chiara Milanesi ha detto...

@Angela, bhè, alora quando verrai a trovarmi passerai il tempo a piangere visto che casa mia è veccbhia di secoli e di odori ce ne sono a bizzeffe (limite puzza!)

l'incarcerato ha detto...

A proposito di Proust, a Parigi ho potuto vedere la sua tomba :)

ps comunque Parigi non ha nessun elemento, odore, un qualcosa che mi ha fatto evocare la nostra Patria, come mai? :)

Antonio ha detto...

Gentilissima Signora Chiara,
quella è proprio la scala del Minighel: poiché l'ha riconosciuta suppongo che l'abbia percorsa anche Lei: so che è un'esperta alpinista.
Poiché attualmente io ho molto tempo libero a causa di una prolungata convalescenza, risarcirò questo periodo di inattività forzata rileggendo, dopo tanti anni, i sette libri della "Recherche": il Suo articolo me ne ha riportato il ricordo e di questo La ringrazio vivamente.
Un cordiale saluto.
Antonio