domenica 15 marzo 2009

Sbatti il mostro in prima pagina

Scopro grazie a Maricla la Gazeta Romaneasca. Un settimanale in rumeno destinato alla comunità rumena che vive in Italia. Nel numero di questa settimana il direttore editoriale, Sorin Cehan, osa un'operazione ardita. Che ricorda il titolo di quel film di Marco Bellocchio in cui si raccontava di come grazie ad una sapiente campagna stampa un militante di sinistra veniva incastrato e condannato per  un omicidio a sfondo sessuale. Provocando nel paese un'ondata di reazioni che screditavano la sinistra e gli avversari politici del governo.
Sorin Cehan tenta un esperimento coraggioso. Sbatte il mostro italiano nella prima pagina del suo giornale. 
Che a grossi titoli denuncia l'ITALIANO che a Napoli  ha stuprato un bimbo rumeno di 8 anni, l'ITALIANO ubriaco che al volante della sua automobile falcia un rumeno nei dintorni di Capena e i due rumeni che a Trento catturano e consegnano alla polizia una ladra ITALIANA.
Gli articoli che descrivono questi fatti di cronaca sono costruiti a partire da un'esegesi delle pagine di cronaca che i nostri giornali propongono quotidianamente. Ne adottano lo stesso stratagemma e lo stesso stile. 
In primo luogo, isolare notizie di cronaca mirate che funzionano come una metonimia, evocando cioè una parte per indicare il tutto. 
In secondo luogo,  sottolineare a caratteri cubitali la nazionalità o l'etnia del sedicente violentatore, ladro o assassino inducendo nel lettore il sillogismo per cui se un rumeno stupra, ruba o uccide, tutti i rumeni sono violentatori, ladri o assassini. 
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Al di là del coraggio necessario di questi tempi per proporre in Italia una provocazione del genere, Cehan ha dichiarato che non è stato facile costruire una prima pagina così. 
Per trovare il nome degli italiani che hanno compiuto i reati indicati più sopra o pubblicare una loro fotografia è stato infatti necessario fare ricerche estremamente approfondite, telefonare alle redazioni dei giornali, svolgere un certosino lavoro di indagine. 
Gli italiani stupratori o assassini di rumeni, infatti, non hanno né nome né volto. 
Al massimo, di loro si conoscono le iniziali. 
Come correttamente vorrebbe la protezione della presunzione di innocenza. 
Che però, da noi, funziona a senso unico. 
Un grazie sentito a Maricla che non si è lasciata sfuggire la notizia. 
E un grazie sentito a Cehan.
Giornalista degno di questo nome.

9 commenti:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

@Chiara
Apprezzo molto il tuo contributo a smontare la vergognosa vicenda di stampo razzista riguardo al caso di stupro della Caffarella. Non ptorei aggiungere nulla più di quello che tu stessa hai scritto.

Alberto ha detto...

Tanto di cappello a un giornalista del genere, che da noi sono eccezione.

maricla ha detto...

Chiara, grazie di aver rilanciato. ho trovato questa notizia sul blog Anelli di fumo, di Sciltian Gastaldi, col quale spesso sono in disaccordo, ma altrettanto spesso ci prende.
quanto a Bellocchio, pensa dove può arrivare la lungimiranza un vero artistache osserva la realtà: "il giornale'' all'epoca manco esisteva. era l'epoca in cui, mi raccontavano colleghi anziani, se in un incidente era coinvolta una auto Fiat, si rischiava grosso a nominare la nota ditta.
me lo raccontavano ridendo, pensando che tali ingerenze fossero archiviate.
tapini, non sapevano che non è vero che la storia non fa salti. li fa eccome. peccato che li fa all'indietro.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Una provocazione intelligente che vuol rimarcare quanto succede a parti invertite quasi quotidianamente da noi con Tv e giornali.

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara,
Apprezziamo questo intervento perché l'articolo di Sorin Cehan può essere un bell’inizio di ripensare a tutto ciò che è stato scritto finora, e un bell’inizio di ripensare a tutti i principi del giornalismo di ovunque, prima di pubblicare un articolo. Non faccio il lavoro di giornalista ma penso che tutte le professioni che hanno nella loro mane le vite della gente debbano usare l’etica in rispetto di tutti, e in rispetto per la loro professione.
Con stima,
Daniela

l'incarcerato ha detto...

Grande questo giornalista! Un bel lavoro ha svolto.

Pietro ha detto...

ce ne fossero di giornalisti così

spunto ha detto...

Se vogliamo tale giornalismo diventa contro-informazione in quanto, come hai giustamente detto tu, viene tutto stravolto per propri fini... è un aspetto dei mass media che nel mio blog ho più volte denunciato e che purtroppo la maggioranza della gente non se ne accorge e ne viene plagiata. Per concludere terminerei con le parole del presidente della repubblica che diceva che la criminalità non ha nazionalità... ci si deve concentrare sull'individuo, non sulla sua etnia od altro aspetto secondario altrimenti si rischia di cadere nei pregiudizi

Anonimo ha detto...

Bravissimo il giornalista rumeno, lungimirante Bellocchio. E magistrale, sullo stesso tema, la lezione di Roberto Saviano nello speciale di "Che tempo che fa".
Pat