lunedì 6 aprile 2009

6 maggio 1976

Dalla notte del 6 maggio 1976 ho sempre avuto il terrore dei terremoti.
Ero a Padova e mi stavo truccando.
Stavo giusto infilando la matita nera all'interno della palpebra per farmi degli occhi da sikh, quando vidi che lo specchio si muoveva. Tentai di uscire dal bagno - avevo capito che c'era il terremoto - ma non riuscivo a beccare la porta.  Ricordo di aver urtato lo stipite con la tempia.
Ricordo il panico. Uscii in strada e le strade non avevano più luci. Eran da poco passate le nove e la gente correva. Le sirene delle banche, gli antifurti delle case avevano iniziato a suonare. Tutti assieme. Ricordo che per un attimo pensai che ci stavano bombardando. 
Finita la scossa, le gente aveva preso d'assalto le cabine a gettone. Ma la maggior parte dei telefoni non funzionava. Qualche minuto dopo ce ne fu un'altra. E la gente riprese a correre. Io mi diressi verso il Prato della Valle. Avevo paura di stare nelle stradine del centro storico. Paura che mi cadesse in testa un cornicione. Paura che i palazzi crollassero. Ed erano così vicini, l'uno all'altro. La mia amica Rossella era uscita con me. Ma l'avevo persa subito. Quando avevo cominciato a correre. 
A Prato della Valle si era già raccolta tanta gente. Faceva caldo. Molto caldo per essere agli inizi di maggio. Come accade spesso in questi frangenti, la gente si parlava. Ognuno raccontava dov'era e cosa stava facendo. Lo stesso fenomeno che era accaduto quando erano crollate le due torri a N.Y. Tutti a dire io dov'ero e come l'ho saputo e cosa ho fatto e come ho trascorso la notte di fronte alla TV.
Non si sapeva ancora dove fosse l'epicentro, ma la scossa era stata così forte che tutti si pensava fosse proprio sotto i nostri piedi. 
Lo si seppe molto più tardi che l'epicentro era a nord di Udine, a cento chilometri da dove stavo io. Pian piano, le radio, le radio libere degli anni '70, sfornavano informazioni. Non tornate a casa, dicevano agli studenti, è pericoloso. Ce ne saranno altre di scosse. 
Così fu.
Passammo quella notte e altre notti tra gli alberi del Prato della Valle. Divorati dalle zanzare. Chiacchierando. Ridendo. C'era chi aveva piantato la canadese. E chi dormiva sotto le stelle avvolto in coperte o sacchi a pelo. 
A Padova, mi sembra,  ci furono tre morti. Due passanti colpiti da un cornicione. E una donna ricoverata in ospedale che in preda al panico si era gettata dalla finestra. 
Ci furono un migliaio di morti, quella volta in Friuli. Villaggi interi furono rasi al suolo.
I "furlani", oggi,  quando parlano del loro terremoto, lo fanno con una certa fierezza. In pochi anni i villaggi furono interamente ricostruiti. La regione, le amministrazioni locali, gestirono ottimamente le risorse. E vi fu un'incredibile partecipazione. Un'enorme solidarietà tra chi aveva subito la perdita della casa e di tutti i suoi averi e chi ne era stato risparmiato.
Gemona, epicentro del sisma, fu insignita della Medaglio d'Oro al valore civile per "la grande dignità, o spirito di sacrificio e l'impegno civile" con cui i suoi abitanti affrontarono la difficile opera di ricostruzione.



 

7 commenti:

Angela ha detto...

Ricordo bene, molto bene, avendo ospitato in casa per un anno una cugina bambina, con evidente stato di terrore...il Friuli terra amata, resta nel cuore la grandezza d'animo dei cittadini!

stella ha detto...

La tua terribile esperienza deve averti segnata la vita.

Chiara Milanesi ha detto...

@Stella: grazie Stella, ma ci vuole ben altro per segnarmi la vita....Quello che mi è rimasto è un semplice e, alla luce dei fatti razionalmente giustificato, terrore dei terremoti...Il che non mi impedisce di passare per San Francisco o di abitare in quella che dicono essere la peggior faglia sismica in Europa...

amatamari ha detto...

Idem.
Abitavo a Trieste ed il giorno dopo partenza per Gemona a prestare i primi soccorsi.
A quel tempo ancora studiavo e passata l'emergenza in estate mi occupai dei bambini fino a settembre dove il 15 avvenne il secondo terremoto.
Avevo percorso a piedi una breve strada che collegava due paesi - strada chiusa ai mezzi per la presenza di massi - e stavo raggiungendo gli altri volontari quando accadde il finimondo.
La strada che avevo percorso iniziò a fessurarsi in più punti, la montagna franò, le poche case rimaste in piedi crollarono.
C'era il silenzio dell'uomo ed un suono sordo della terra.
Questa notte mi sono svegliata perchè nella mia zona il terremoto si è sentito e mi sono messa a piangere.
Non ho parole per esprimere la mia solidarietà a tutte le persone colpite da questa tragedia.

tic ha detto...

L'ho vissuto da vicino, quel sisma.
Ma pure da bambino. Otto anni.

Dormire in macchina, e poi in tenda, con altri bimbi come me, fu un po' come un gioco.

Ricordo bene come ci precipitammo in strada, dal quinto piano, con tutta la gente che correva e urlava per le scale del condominio.
Ricordo.

Artemisia ha detto...

Ricordo anch'io quella sera. Pur essendo molto lontani lo sentimmo chiaramente anche a Firenze.

Anonimo ha detto...

io per fortuna ho solo ricordi di lievi tremori, echi di qualcosa successo lontano da dove mi trovavo. però il ricordo più recente è anche il più forte e mi ha dato un'idea di che cos'è il panico anche quando non ti sta direttamente crollando il modo addosso ma pensi che potrebbe succedere di lì a poco. è successo in occasione di un recente terremoto in lombardia, forse nel bresciano. io, a milano, stavo per addormentarmi, poco dopo mezzanotte, e il letto ha cominciato a ondeggiare con una certa veemenza. ho pensato ad una scossa di avvertimento e a come salvare me stessa e mio figlio. mi sono alzata e ho cominciato a girare come un animale impazzito dalla mia camera a quella di mio figlio senza riuscire a realizzare che cosa potevo fare stando al quarto piano. poi mi sono sentita completamente impotente e mi sono messa in letto con mio figlio, e solo a quel punto ho pensato che forse il terremoto era successo da un'altra parte e ho telefonato ai vigili del fuoco che mi hanno risposto e tranquillizzata. tutto questo per così poco: non riesco neppure a immaginare che cosa possa essere trovarsi sotto un vero terremoto !
pat