mercoledì 8 aprile 2009

Bob Dylan e David La Chapelle

Forse l'ho già scritto, ma sono per l'Alta Velocità. Dopo essere stata ferocemente contraria.
Parlo del TGV. Marsiglia/Parigi (760 km), 2h45 minuti.
E così alle 7 del mattino mi bevevo l'espresso nella cucina di casa mia e alle 10h35 ne bevevo un altro (schifosetto) di fronte alla Gare de Lyon. Fa niente. Neanche il tempo di leggermi un paio di quotidiani. 
E Parigi è stata Bob Dylan.
E Andy Warhol.
E, la straordinaria mostra di David La Chapelle. 
Infilati nell'ordine.
E poi di nuovo a casa che domani si lavora.
Dylan mi ha regalato una grande emozione. Non come al solito. Perché lui può fare anche concerti brutti. Di quelli che si capisce che non ha voglia. 
Ieri sera la voglia, invece, ce l'aveva. Crepuscolare, eterna. 
Una versione di Like a Rolling Stones che strappa una standing ovation al pubblico riunito nella splendida sala del Palais des Congres. Un Beyond the Horizon, che uno si chiede perché, ma perché, ad un certo punto le cose belle debbano comunque finire. Un Poor Boy masticato e strascicato da delirio. Molte ballate. Un Highway 61 indiavolata. E da ultimo, il classico Blowin' rappato, sussurrato, irriconoscibile e nel contempo magico.
Con lui ogni volta temo sia l'ultima.
Ma quest'uomo che da quindici anni non smette di suonare, di girare, di cantare in quel Never Ending Tour che ha qualcosa di ossessivo, ed è forse il manifesto più evidente del personaggio, continuerà, à bout de souffle, a regalarmi dei momenti preziosi. 
Lo so. E ad accompagnarmi. 
Perché, col passare degli anni, è diventato un amico.

Il giorno dopo Parigi è stata Warhol col suo degno corollario: i deliri pop di David La Chapelle. 
Mostra sconsigliata ai bambini, indica un pannello all'ingresso. 
Siamo pazzi? Proprio i bambini, proprio loro dovrebbero bersela questa mostra. All'insegna della critica più ironica e feroce dei pilastri su cui poggia la nostra società.
Dio e i Nokia ultimo modello. I martiri jihadisti con le 77 Barbie che li attendono in paradiso.
Marie Maddalene e MacIntosh. Moschee di caramelle. Las Vegas sul punto di scomparire sotto un devastante diluvio universale. E gli affreschi di Michelangelo così come sarebbero se l'artista li avessi dipinti oggi.
L'universo di La Chapelle è un continuo tirarci le orecchie per dirci che l'ossessione del possesso materiale non porta a niente. 
Basta un niente, infatti, Katrina o un terremoto, per lasciarci nudi. 
Nudi e inermi come bambini.

e questo è un filmato originale...di ieri sera..



2 commenti:

Anonimo ha detto...

mai stata contraria al TAV,
neanche da ambientalista militante.
patb

Anonimo ha detto...

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