martedì 14 aprile 2009

Ibis, redibis....


Aspettando che Steve Jobs, convalescente, finisca di covare il nuovo gioiellino Apple da meno di 700 gr., non metto il portatile nello zaino. Troppo pesante e ingombrante.
Sarà quaderno, o non sarà.
Il Cile è ancora lontano dalla mia testa. 
Ingombra com'è di castelli di sabbia, esami da finire, tafferugli a Bangkok, crisi planetarie, e caminetti che non tirano.
Qualche suggestione, pochi libri, Pinochet e il Palazzo della Moneda, la prima università anarchica del mondo fondata dal nonno di Sepulveda, scrittore che non amo, gli operai massacrati a Santa Maria di Iquique nel lontano 1907. 
E poi i deserti e le montagne. Altissime. 
Che finora ho visto solo in cartolina. 
Ma che finirò per calpestare.  

La Sibilla se la giocava con le virgole.
Ibis, redibis, non morieris in bello?
Oppure: Ibis, redibis non, morieris in bello?



4 commenti:

amatamari ha detto...

Meglio la prima, direi.
E che la sibilla sobilli di meno.

:-)

il cuoco ha detto...

Anch'io voglio visitarlo ... me lo hai fatto sognare con le parole.

marina ha detto...

la prima che hai detto!
marina

Artemisia ha detto...

Altro che Delta del Po! ;-)