domenica 5 aprile 2009

La libertà è un lusso?

Grande drammaturgo politico l'uruguayano Ricardo Prieto, di cui ieri sera ho visto una delle pièce: Les Sauvers, (I salvatori), diretta egregiamente da Dilia Gavarrete Lhardit e messa in scena dalla compagnia Meninas di Marsiglia. 
Un tema, quello affrontato da Prieto, che più attuale non si può. E che è possibile sintetizzare in un interrogativo semplice e agghiacciante nella sua semplicità: a che punto è possibile rendersi schiavi di chi dispone della ricchezza e dunque dei mezzi che permettono alla gente di sopravvivere?
La storia è presto detta: una famiglia ai limiti della sussistenza, con un figlio che tenta di terminare gli studi all'università. E uno straniero, danaroso,  che si installa a casa di questa gente, assieme al fantasma della moglie,  in cambio di un lauto affitto. Ma che non pretende unicamente una camera e la prima colazione. Bensì l'asservimento totale e graduale dei membri della famiglia. I quali, spinti dal bisogno e dal terrore di ritornare in miseria, acconsentono gradualmente alle richieste estreme e paradossali del pensionante, il "salvatore", appunto, fino alla propria disgregazione e all'autoannientamento.
La pièce, recitata splendidamente da un gruppo di attori di origini e lingue diverse, apre nello spettatore il classico buco tra costato e diaframma meglio noto come angoscia. 
Che senso ha parlare di libertà, di dignità, di sentimenti, quando non ho di che pagare la farina, il riso, lo zucchero? Quando rischio di perdere il tetto che ho sopra la testa?
Senza i mezzi economici, senza un lavoro, posso permettermi di avere dignità?
E l'unica libertà che mi resta, se voglio conservare il corpo di carne che regge la mia testa e mi permette di articolare un pensiero, non è forse quella di vendermi? Al prezzo di mercato? E se l'offerta abbonda, di battermi per vendermi, costi quel che costi?
A quali compromessi porterà la crisi economica che aleggia come uno spettro sul pianeta intero, aggravando le condizioni di chi già misero era e gettando in miseria quel ceto medio basso che fino ad ora, stringendo la cinghia, ce l'aveva fatta ad arrivare alla fine del mese?
Cosa saremo spinti a fare, noi tutti? A che punto colui che dispone delle ricchezze saprà fermarsi nell'esercizio del proprio potere su chi ricchezze non ha? A quali estremi, a quali compromessi, si piegherà chi del denaro non ricorda nemmeno più l'odore?
Se già oggi, che ancora la crisi non ci ha riso in faccia mostrando i suoi denti smozzicati, si affittano i tombini delle stazioni a dei bambini, cosa succederà domani?

7 commenti:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Io però vedo esattamente il contrario, non la libertà scambiata con il pane, ma la corruzione della ricchezza, intesa come disponibilità di merci, e che genera conformismo, e quindi il dismettere la propria libertà. Storicamente, l'inizio del novecento ha visto lotte furiose di gente al di sotto della soglia di sussistenza, mentre all'inizio di questo secolo vedo i lavoratori dell'Eurallumina che dichiarano in TV di avere venduto il loro voto.
L'uomo è un essere strano, forse tendenzialmente portato all'eroismo e alla corruzione piuttosto che alla sistematica difesa dei propri diritti.

Susanna ha detto...

Sono d'accordo. Mi ricordo quando, dopo l'ascesa del nazismo, gli operai tedeschi dicevano d'esser contenti perché almeno, sotto Hitler, non avevano la libertà di morire di fame...

gatta susanna

Angela ha detto...

A che serve vivere da schiavi pur di vivere, vendersi l'anima? A che serve... per allungare il tempo di qualche decennio in più? L'uomo è sì un essere strano: sembra che passi la vita a scongiurare la morte come se questa fosse una possibilità!
Se ci educassimo a vivere liberi, liberi dal Tempo!

rom ha detto...

Sempre avuta una certa "libertà" nel senso del tuo scritto. Sempre vissuto con poco, quando mi è capitato di doverlo fare. Pagati tanti prezzi - amen.
Un fatto ha cambiato la mia "libertà": il diventare padre.
Rende vulnerabili, ricattabili.
L'ho nascosto, ma sapevo di avere un limite preciso che prima non avevo. Mi è andata bene, ho continuato a fare il duro, il "libero", ma lo ero assai meno - lotta dura ma non senza paura, da allora, su ogni fronte.

sileno ha detto...

Con questo post hai toccato un nervo scoperto.
Ci sono diverse angolazioni da cui affrontare l'argomento e tutte le conclusioni sono tetre e la Libertà diventa una Chimera.
Sileno

sileno ha detto...

Con questo post hai toccato un nervo scoperto.
Ci sono diverse angolazioni da cui affrontare l'argomento e tutte le conclusioni sono tetre e la Libertà diventa una Chimera.
Sileno

Angela ha detto...

ps: non voglio che spacchi vetrine. Resta civile e amabile, perché il popolo che è avanti rispetto agli ominidi ce la farà!