domenica 19 aprile 2009

Niente di nuovo sul fronte occidentale...

Anche a queste latitudini i politici non cambian mai.
É successo questa mattina, nella Piazza d'Italia di Valparaiso.
C'è una gran folla nella piazza. Giornalisti, cameramen, fotografi. E una cinquantina di ragazzi e ragazze in camice bianco che si agitano attorno al monumento principale.
Dono effettuato dal Duce al Cile nel 1937, il monumento è una classica colonnona in stile dorico con in cima la lupa, Romolo e Remo, e il fascio littorio. A far da guardia al monumento, due leoni di Venezia.
Insomma, se oggi lo facesse Pistoletto potremmo gridare all'opera d'arte postmoderna, ma lì, in quella piazza spelacchiata, dove pure le palme mostrano i segni della decadenza, la lupa e i leoni sono quanto di più kitsch mente umana possa immaginare.
Non importa, deve aver pensato il candidato locale alle prossime elezioni. Il monumento va salvato dai vandali che gli hanno graffitato sopra "Consuelo te amo" o "Jorge, tu es mi vida."
Sembra sicuro e determinato il candidato. E lo comunica fieramente davanti alle telecamere. Vedete - questo è in sintesi il suo discorso - il paese sta andando a rotoli. Le nostre città stanno andando a rotoli. E allora arrivo io. E comincio dal basso. Questi ragazzi in camice bianco sono studenti della scuola di restauro. Studenti volontari che restaureranno questo bel monumento cittadino.
Guardo i ragazzi, e, in effetti, mi rendo conto che in mano hanno straccetti, cancellini, acqua ragia e pennellini. Li guardo meglio e ho come l'impressione che in loro ci sia qualcosa di stonato. Ridacchiano. Si mettono in posa davanti alle telecamere. I camici bianchi sembrano la pubblicità del Dash. Nessuno di loro ha nemmeno una macchietta sulle dita. Sono tutti bei ragazzi e belle ragzze. Coi capelli a posto. Ben pettinati e puliti.
Il candidato sorride a mille denti dvanti alle telecamere e ribadisce lo slogan della sua campagna: " Se vuoi cambiare le cose, rimboccati le maniche e comincia vicino a casa tua".
Deve essersi fatto ispirare da Rudolph Giuliani, perchè il discorso si conclude con qualcosa che suona: "Rendi più belle e pulite le tue città e la gente sarà migliore".
Ancora una ventina di sorrisi, ampi gesti con le mani in direzione del monumento e della "bella gioventù cilena che lo segue" e la trasmissione è finita. In pochi minuti giornalisti, fotografi e cameramen se ne vanno. La piazza si svuota. Il candidato sparisce in una macchina dai vetri fumè e i ragazzi si tologono i camici bianchi e se ne vanno.
Sul monumento continuano a campeggiare le scritte dedicate a Jorge e a Consuelo. I leoni di San Marco sono grigi e schizzati di cacche d'uccello come quando sono arrivata. La piazza resta la brutta piazza che era prima della folla, dei giornalisti e del candidato. Delle giovani comparse, assunte il tempo della diretta televisiva nel ruolo di restauratori, ne rimane una sola.
Una ragazza. Che si trascina dietro il cane al guinzaglio.
Visibilmente non può rientrare a casa se prima Fido non la fa da qualche parte.
Fido è incerto. Esita. Annusa l'aria. Annusa la terra. Poi si dirige sicuro verso la lupa e il fascio littorio.
È quello il suo cesso prediletto e lui soddisfatto ci piscia sopra. In barba alle ricette alla Rudy Giuliani. Alle false promesse dei politici. E al loro sorriso a mille denti.


4 commenti:

sileno ha detto...

Reduce da una giornata sul Burchiello da Dolo alla Malcontenta, leggo incantato le tue impressioni cilene.
Buona vacanza, (e con tanti post per i tuoi affezionati lettori)
Er

colibri ha detto...

vieni a trovarci al cerro alegre! vicino al palazzo baburizza!
vivo qui da un po'-ho una bella casa e una figlia italo-cilena (victoria)

walter e maca
94863515

Chiara Milanesi ha detto...

@colibri:grazie dell'invito. Sono partita oggi pomeriggio da Valparaiso e ero pure io a Cerro Alegre in Templeman. Tra tre settimane torno a Valparaiso e ti scrivo.

Anonimo ha detto...

Un racconto degno di Galeano,per non andare lontani,visto che Sepulveda non ti piace.Buona continuazione di viaggio.
Pat