mercoledì 6 maggio 2009

La natura non é di nessuno...


Di giorno Mendoza é addormentata.
Sui lunghi viali alberati poche sono le automobili. Non ci sono rumori di clacson, o di frenate. Non si sente il vociare della gente, forse perché attutito dalla presenza di vegetazione. Prati nelle piazze, alberi lungo le stradine anche quelle piú piccole, giardini privati all inglese, piante in vaso di fronte ai negozi, fontane che spruzzano acqua, pozze, laghetti, bacini. Mendoza sembra un grande teatro sul quale hanno steso chilometri di stoffa per ovattare i rumori.
Al Parque San Martin c é lo zoo.
A me gli zoo piacciono moltissimo e negli zoo cerco sempre le gabbie delle scimmie. Macachi, scimpanzé, scimmiette piccoline gialle e nere, scimmioni a culo nudo e che ti guardano in maniera interlocutoria. L elefante africano raccoglie una pietra con la proboscide e poi me la tira mancando la mira, la mia testa, di pochi centimetri. Poi mi spruzza addosso l acqua che ha inalato da uno stagno puzzolente. Grazie a Dio mi manca per la seconda volta. Le tigri sono accasciate e stanche. I puma girano intorno a se stessi ossessivamente e un leone novantenne fa fatica ad aprire l unico occhio che gli resta. I lama, i vicuna, gli alpaca e i guanaco che pascolavano liberi per la cordillera, qui, nei loro recinti, hanno un aspetto malaticcio e spelacchiato. Se la cavano egregiamente tucani e pappagalli. Le due pantere nere dormono una sull altra e un tapiro sniffa le formiche come se stesse tirando coca.
E poi capre, caprette, caproni, cammelli, daini, alci, orsi bruni, neri e bianchi, roditori di tutte le taglie e di tutti i gusti.
Gli zoo mi piacciono prima di entrare ma poi me ne esco con un sentimento di oppressione. Alklo zoo ci si sente come dei leoni in gabbia.
Il viaggio sta per finire. E io ho addosso una grande stanchezza.
E dunque andró a fare la siesta su uno dei prati della Plaza Indipendencia tentando di terminare Una pace perfetta di Amos Oz, splendido romanzo dello scrittore israeliano, che mi ha fatto venir voglia di leggermi per bene e davvero Baruch Spinoza. Che teorizza cose semplici ma essenziali. Ogni uomo deve seguire il proprio destino e trovare il proprio fine nella vita.
La natura non é di nessuno, il deserto é immenso e non conosce appartenenza.
Ma non sará per domani Spinoza. Domani si sale l Aconcagua, e poi giú dal passo in direzione del Cile e di Santiago.


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