domenica 24 maggio 2009

L'amore, quello vero?

Immaginiamo che sia vero.
Che tra i tanti "desiderata" del Caimano ci possa anche essere quello di possedere un harem, o, se vogliamo riferirci alla nostra "cultura", di disporre di un gineceo.
Il predisporre le proprie vacanze nella villa sarda in compagnia di una trentina di giovani fanciulle recrutate con l'aiuto di scherani prezzolati nel ruolo di pronube  ha a che fare con l'irrefrenabile desiderio senile di giacere tra giovani braccia di giovani ragazze "semplici, pure e innocenti" come la Noemi (cito le parole del fidanzato nell'intervista rilasciata a Repubblica)? Oppure ha a che fare col potere?
Molte sono le civiltà antiche nelle quali si testimonia della presenza di giovani donne, a disposizione del signore di turno o di un personaggio ricco e importante. Giovani donne rinchiuse assieme, talvolta loro malgrado, in residenze protette, che fungevano da giardini dei piaceri. Gli harem erano presenti nella Grecia antica, nell'Egitto dei Faraoni, nella Cina imperiale, e, in tempi più recenti a beneficiarne erano i sultani e i pascià dell'Impero Ottomano. Le ragazze designate a far parte dell'harem avevano il compito di "divertire" il signore.
Torniamo al Caimano.
Il Caimano, negli anni, si è distinto per tutta una serie di cose. Tra cui: 
a) un arricchimento progressivo e inarrestabile in grado di soddisfare qualunque desiderio materiale. Esiste cosa che la fortuna del Caimano non possa comperare? Automobili, ville, vacanze da sogno, aerei, elicotteri, yacht fanno già parte del suo patrimonio. Il Caimano è uno degli uomini più ricchi del pianeta.
b) l'idea di onnipotenza personale. Giustificata dall'assenza di conseguenze per qualsivoglia marachella commessa. Al Caimano non gliene va storta una.

Cosa può desiderare ancora un uomo che ha già tutto? 
Il sesso, rispondono gli scrutatori d'anime. C he altro non è se non la manifestazione ultima ed estrema del potere. 
La ricerca sfrenata e ossessiva del piacere sessuale come manifestazione del delirio di onnipotenza di un individuo. 
O quantomeno di un individuo privo di equilibrio, aggiungono gli scrutatori d'anime. 

Ed ecco profilarsi un quadro possibile. L'eunuco Fede(le) che reperisce le giovani e le sottopone in fotografia al signore. Non giovani qualunque. Ma aspiranti starlette, in genere proletarie, invaghite del Grande Fratello e disposte a tutto, nella loro più che reale innocenza, pur di apparire in un mondo in cui se non appari non sei. Dotate di madri che si ispirano all' Anna Magnani di "Bellissima" e che agiscono, ne sono certa, per il "bene" delle figlie. 
La promozione a membri dell'harem con tutto il correlato di aerei privati, spiagge da sogno, cocktail esotici sulle terrazze dei bungalow dei giardini delle delizie. E le mirabolanti promesse di entrare a far parte di quello che a loro appare come un Gotha. Il Gotha delle presentatrici a mille denti, delle veline con paillettes, delle belle senz'anima dotate del sorriso dei cerbiatti. E forse qualcosa di più. Un ruolo in una soap opera, visto che, in fondo, saper recitare è un opzional. Un domani, addirittura il parlamento. O, se proprio le cose filano per il verso giusto, un ministero.

Ma come accade nelle migliori commedie o tragedie dell'antichità, qualcosa incrina il meccanismo ben oliato del potere. 
Perché, diciamocelo pure, nulla obbliga il Caimano a rendere conto di questo suo ultimo vezzo.
Eppure la cosa diventa pubblica. Cosa spinge il Caimano a presentarsi alla festa di compleanno della Noemi Letizia? O a farsi vedere con lei in pubblico, nel corso di cene ufficiali in luoghi istituzionali?
Vi sono più ipotesi:
a) il sentimento inebriante dell'impunità, corollario del delirio di onnipotenza di cui sopra. L'atto estremo del potere non è forse quello di significare a chi il potere non ha che si è al di sopra di tutto: delle leggi, delle convenienze, della morale borghese, dei legami, del senso comune?
b) l'aver fatto i conti senza l'oste. Non tutte le concubine sono innocenti come sembrano. Magari qualcuna pretende di più: o mi presenti in giro, papi, o spiffero tutto...

E perché no questa terza ipotesi:
c) Il Caimano innamorato. Il Caimano che soccombe all'amore. Quello che quando coglie i vecchietti fa perder loro ogni senso del reale. L'amore/passione nella sua accezione più pura e forte. Quello che Philip Roth descrive magistralmente nei suoi ultimi romanzi. Quello che ti fa respirare solo se Lei ti è vicina. Quello che infrange ogni ostacolo e ogni barriera.
L'amore, quello vero...





9 commenti:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Molto ben scritto il post. Mi hai convinto e voto opzione (a). La (c) che tiri fuori all'ultimo minuto è molto romantica, ma quando uno è così ambizioso, patologicamente ambizioso, non è certo in grado di amare. E in ogni caso, proprio non ce lo vedo B. innamorato!

Chiara Milanesi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pietro ha detto...

Il Caimano innamorato mi mancava, ero rimasto al garibaldi di Sergio Caputo :-)

Chiara Milanesi ha detto...

Sottovalutate entrambi la forza dell'amore...nelle persone anziane è assimilata alla demenza senile...

Anonimo ha detto...

neppure travaglio poteva dirla così bene! lui lo chiama cainano, oltre a altri azzeccati appellativi. lo leggi? c'è tutti i giorni on-line sull'Unità, che a me piace molto da quando la dirige concita de gregorio.
pat

Stefi ha detto...

carissima Marina,
è già quasi impossibile credere all'amore vero...poi figurati da parte di un uomo...
Ti abbraccio
Stefi

Chiara Milanesi ha detto...

@ Stefi: sempre un piacere, anche se mi chiami Marina, va benissimo...

Livia ha detto...

Ti dimentichi però di Lolita....è di certo un grande capriccio la ninfetta minorenne! Le diceva "resta pura", quindi il prurito verso la quasi bambina però sexi.
Tu hai scritto tutto tanto bene.

Angela ha detto...

ma c'è un'altra possibilità:
d) il Caimano è ricattato dal padre, precedentemente accusato di corruzione e forse non più protetto come nel passato...