lunedì 18 maggio 2009

Non aprite quella porta...

La mamma della mia amica Pascale è una grande viaggiatrice. Sciamannata di natura, ancora oggi,  a settanta passati, e con una gamba che non funziona bene, non la smette di fare la vagabonda. E poiché predilige il Sudamerica, tre mesi fa è partita per svernare in Messico. Lei "sverna" sempre da qualche parte come le rondini.
La mia amica Pascale, due giorni fa, è andata a prenderla all'aeroporto. La sua mamma, come tutti gli anni all'arrivo della primavera, aveva deciso di rientrare in patria. Prima di rincasare, e nonostante il volo, i cambi d'aereo e il jet lag, la mamma di Pascale vuole fermarsi a bere l'aperitivo da Bruno, un amico di Pascale. Dopo l'aperitivo, se ne va a casa sua e si mette a dormire. 
Si sveglia con la febbre alta. Chiama Pascale che a sua volta chiama il medico. Il quale, immediatamente, la fa ricoverare in isolamento all'Ospedale Nord di Marsiglia. 
Sospetto di influenza suina.
La polizia, neanche venti minuti dopo, si presenta a casa di Pascale, con decreto ingiuntivo di non uscire di casa fino a nuovo ordine. Ai poliziotti muniti di mascherina Pascale deve raccontare nei dettagli gli incontri effettuati da lei e dalla madre nelle ultime 12 ore. Fatta la lista, la polizia contatta tutte le persone segnalate da  Pascale e impone loro il domicilio coatto. A tutti viene notificato che non ottemperare a quest'ordine costituisce reato.
A tutti viene somministrato il Tamiflu.
Per il momento sono diciassette gli amici confinati in casa. 
E la polizia non la smette di telefonare a casa loro per controllare. 
Nessuno di loro, per il momento, presenta sintomi influenzali.
Tutti aspettano i risultati delle analisi fatte sulla mamma della mia amica Pascale.
Che dovrebbero essere pronti domani.





3 commenti:

luposelvatico ha detto...

Ah che orribile stato di polizia, la Francia!:-)) Qui invece si che si è liberi, se torni con la peste bubbonica il viceministro del Welfare dice che "è meglio stare in casa una settimana che non si sa mai", e tutto è passato!:-)))

Stefi ha detto...

ma oltre ad isolarli, monitorarli telefonicamente (che si sa che i virus non viaggiano via cavo..)si sono preoccupati di sapere se hanno sufficienti scorte alimentari???
Ops..sarà che è l'ora di pranzo...;-)
Baci a te ed auguri alla mamma di Pascale, a Pascale e a tutti gli altri agli arresti domiciliari.
Stefi

Chiara Milanesi ha detto...

@ Lupo e @ Stefi: in questo caso lo stato di polizia mi sta benissimo. Il domicilio coatto è obbligato in questi casi ed è giusto che la polizia controlli che tale ordine venga rispettato, nell'ottica di un principio di precauzione realtivo alla salute pubblica. In ogni caso la mamma di Pascale non ha l'influenza suina. Ma un attacco di paludismo.