giovedì 21 maggio 2009

Non passa lo "straniero"...bom bom


È proprio così. I blog più interessanti, per me, sono quelli scritti da persone che propugnano cose che sono agli antipodi rispetto a quelle in cui credo e in cui mi identifico. 
Sono interessanti perché costituiscono una finestra su un mondo che non conosco. 
Io non ho mai conosciuto di persona un leghista. E neppure qualcuno che abbia votato per il nostro attuale Primo Ministro. 
Esattamente come, anni fa, non conoscevo democristiani. A parte mio padre, ma questa è un'altra storia. Di coetanei democristiani, manco l'ombra.
Eppure mi dicono che ci sono. Come in un'altra epoca esistevano i democristiani, ma quando li si cercava non li si trovava mai.
A volte mi chiedo cosa fa sì che a me non capiti mai di incontrarli, che ne so,  al bar, in treno, in un giardino pubblico. Ma il mistero dell'Araba Fenice voglio riservarlo per un altro post.
Navigando per blog, dunque, mi capita di finire su pagine scritte, per esempio, da persone che condividono e sostengono il governo sulla condotta tenuta nei confronti dei clandestini.
Le leggo avidamente per individuare cosa ci rende diversi. Non migliori o peggiori. Semplicemente diversi.
Quello che ci rende diversi, ad esempio, è il fatto che in questi blog si usano parole come  "patria", "terra", "nazione", "italianità" e si rifanno a "nostre radici culturali" o addirittura - giuro che è vero, non me lo sono inventato, lo scrive nero su bianco un blogger che si fa chiamare Minimo (un nome, un programma?) e se non ci credete cliccate qui - a una non ben identificata "eredità" che ci avrebbero lasciato degli altrettanto fumosamente identificati "avi". Lo giuro, c'è scritto "avi" e non per far ridere, ma nel modo più serio possibile....

Riuscirei mai a scrivere un post usando queste parole? Usandole, per difendere un'idea, voglio dire. Riuscirei mai ad utilizzarle in un discorso? "Patria", "terra", "nazione", "italianità", radici culturali" e "avi" sono parole che credo di non aver più pronunciato dai tempi delle elementari, quando la maestra ci portava sul greto del Piave, all'altezza di Ponte della Priula e ci faceva cantare il Piave mormorò e tutti noi, bambini e bambine, col fiocco a quadretti e il grembiulino nero aspettavamo trepidanti il "non passa lo straniero" perché poi potevamo gridare bom bom. Qualcuno approfittava per farci pure un rutto. 
Potrei mai, oggi, discutendo con qualcuno utilizzare decentemente la parola "patria"? Potrebbe capitarmi? Ho fatto un esame di coscienza e mi sono resa conto che questa parola non mi era finita in bocca nemmeno l'11 luglio 1982, il momento più altro del nostro orgoglio patriottico.
Figurarsi in seguito.
Quando poi ad accompagnarla vi è  la parola "terra", nell'accezione ampiamente utilizzata in tali blog di "terra patria", ho l'impressione che chi scrive sia lo zio risuscitato di mio nonno. 
Domanda: ma una persona normalmente costituita, oggi, mi chiedo, potrebbe mai avere il coraggio di pronunciare le parole che ritornano in questi blog? Il coraggio di infilare in una frase "normale" espressioni come "terra patria" o "Italia" "svenduta" allo "straniero"? Contro il volere dei nostri "avi".
Voglio dire nell'ambito di una normale conversazione? 
Che ne so, la mattina, al bar, di fronte a un cappuccino?

6 commenti:

maricla ha detto...

ho conosciuto berlusconiani e leghisti - pochi, per fortuna - e posso testimoniare che usano queste parole: a tavola, davanti a un bignè, in riva ad un fiume, dove gli capita.
persone insospettabili, simpatiche (altrimenti, non ci avrei parlato), colte (ma, come ho scoperto dopo, solo nel senso di ''istruite''), civilizzate oltre la media.
dopo averle toccate con mano - ma senza violenza - per vedere se erano reali, ancora adesso mi dico: non è possibile.
sbaglio: bisogna farsene ragione, esistono e sono pericolose

Chiara Milanesi ha detto...

@ maricla: giura, mettici davvero la mano sul fuoco, che sti qua parlano di patria lasciataci dai nostri avi davanti a un bigné....

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Bah, rimango scettico. Quelli che votano B. sono generalmente che non pensano certo alla patria, ma a come sistemare il figlio e roba del genere. Sarà che il mio osservatorio è differente, ma quelli che incontro non hanno nulla di interessante, e purtroppo somigliano tanto a tanti elettori di sinistra. Strano sono io, questo sì: è già da un pezzo che me ne sono reso conto.

Angela ha detto...

sì, conosco berlusconiani e leghisti, anche se non parlano di politica hanno un body language che mi crea immediatamente l'orticaria e usano un tono e un linguaggio che non appartiene al mio vocabolario.
se ne incontro qualcuno simpatico che ha il senso dell'umorismo sulla patria e la famiglia, ti aggiorno.

il cuoco ha detto...

Se vuoi trovare un leghsta o uno che ha votato per il nosro amato premiero, alzi un sasso oppure cerchi nei blog di sinistra chi si firma come anonimo....
Ancora oggi non hanno il coraggio di ammettere cio che sono , ma poi come giri le spalle ti ritrovi in un campo di espulsione....
ciao

maricla ha detto...

giuro,Chiara, giuro. ho visto coi miei occhi e sentito con le mie orecchie aggredire un poveraccio che aveva osato criticare il b. all'estero - associandosi, peraltro, ad un tedesco che sghignazzava sul suddetto. aggressione partita perché, essendo all'estero, b. rappresenta la nostra patria. oddio gli avi non li ha nominati, mo' che ci penso. ma credo fossero sottintesi.
comunque, è vero: sono rarissimi quelli che si dichiarano berlusconiani.
e altrettanto vero è che usano certe parole - dio patria famiglia - come puro slogan per coprire le vere ragioni per cui lo votano: farsi i cavoli loro, ma legalmente. con leggi ad hoc, chiaro.