sabato 2 maggio 2009

Si el hambre es ley, la rebellion es justicia


Se Valparaiso è coperta di murales, Salta è la regina delle scritte sui muri.
"Si el hambre es ley, la rebellion es justitia" copre il muro che fa da recinzione al mercato della frutta e verdura, sulla Avenida San Martin. Che è una lunga strada che dal centro porta alla periferia della città.
La percorro tutta in questo primo maggio che sembra ferragosto a Milano. Tutto o quasi è chiuso. "Per festeggiare i lavoratori?" ho chiesto ieri sera al buttafuori della Casona del Molino, un locale che serve la parrilla fino alle cinque della mattina e dove cartelli appesi un poco dappertutto informano la clientela che la direzione si scusa di dover interrompere a servire bevande alcoliche alle quattro.
"Per festeggiare la panza", mi ha risposto il detto buttafuori con un sorrisetto.
Alla Casona del Molino si mangiano bisteccone da un chilo per 3 euro mentre stuoli di musicisti suonano e cantano attorno a un tavolo, alternandosi. Quando è il turno del suonatore di churrango che è un chitarrino minuscolo a dieci corde, il percussionista si mette in pausa e sbrana la bisteccona.
C'è molta affettività in Argentina. Per le strade i fidanzati baciano le fidanzate con grandissima passione come da noi non si vede più. E la gente quando si incontra si abbraccia forte forte, stretto stretto. Uomini, donne, persino i bambini. Gli uomini aggiungono ai baci grandi manate sulle spalle.
Alla Casona del Molino un signore che fa di tutto per assomigliare a Rafael Alberti salta in piedi sul tavolo dei musicisti e declama una poesia. Tutti i commensali che visibilmente si conoscono scandiscono le sue parole dando grandi pacche sui tavoli e lanciando delle grida ad ogni fine verso.
Decisamente l'Argentina batte il Cile quanto a vitalità.
Non lo batte affatto invece per quanto riguarda il parco macchine. Il parco macchine di Salta non ha nulla da invidiare alle automobili che i veneziani custodiscono gelosmente per una quarantina d'anni nel parcheggio di Piazzale Roma. Con la differenza che qui le automobili quando capita che abbiano le targhe ce le hanno scritte a mano su dei pezzi di legno o di cartone attaccati al paraurti con lo spago. Bianchine, Seicento Fiat con le porte che si aprono in avanti, Ford del 1950 con il tetto arrugginito, Cadillac con il portellone dei bagagli che non si chiude avanzano sferragliando e emettendo nuvoloni di fumo nero dal tubo di scarico. Lungo i marciapiedi sono parcheggiati pick-up senza più le ruote, o senza le portiere ma agganciati ai pali della luce con delle grandi catene da bicicletta.
Via via che mi allontano dai quartieri centrali, fatti di case basse dall'architettura coloniale, appaiono le baracche delle periferia. E i cani. Centinaia di cani randagi. Adagiati sui marciapiedi, in mezzo alla carreggiata, o in branco a dare l'assalto ai cassonetti della spazzatura.
Perchè non se ne vedano nei quartieri ricchi lo capisco al ritorno. I ricchi la spazzatura la appendono in alto. Tanti sacchetti ordinatamente appesi a chiodi che spuntano dai pali della luce fuori portata anche dei cani più grossi. E poichè nei quartieri poveri ci sono pochi pali della luce la spazzatura se ne sta a terra. E i randagi ci danno dentro satollandosi. Un poco come fanno le vacche nella periferia di Delhi.
Oltre che essere la città dei cani-spazzini, Salta è anche il regno degli evangelici. Che sono attivissimi. Fanno messa negli stadi amplificando le prediche con enormi casse che neanche i muezzin di Teheran oserebbero tanto. Organizzano feste multietniche e poichè anche in Argentina come in Cile le etnie sono limitate spediscono a far la pubblicità per una festa giapponese cui è invitata tutta la città una signora di colore, probabilmente honduregna o cubana, in chimono e trucco da geisha.
Sulla plaza centrale che è dedicata a un misterioso primo di luglio tanti caffè dove bere mangiare chiacchierare. Un poco come in Italia.
I bambini strillano e fanno i capricci. Un poco come in Italia.
E i sandwich si chiamano panini. Come in Italia.



1 commento:

sileno ha detto...

La tua magia riesce a teletrasportarmi a Salta, dopo qualche ora, vedo le stesse cose che vedi tu.
Ciao
Sileno