sabato 27 giugno 2009

Donne che tirano pietre...


Di quanto succede in Iran si parla nei blog.
In alcuni si denuncia la forte ingerenza da parte dell'Occidente. In altri ci si lancia nelle più deliranti teorie complottistiche. Neda non esiste. Neda esiste ma non è morta. Neda è stata assassinata da agenti infiltrati dell'Occidente.
Quello che di quanto succede in Iran mi colpisce è la presenza massiccia delle donne nelle manifestazioni.
Sapevo che in Iran, nonostante il velo, le donne hanno un livello di educazione pari se non superiore a quello maschile, come testimoniano le statistiche che indicano una maggior presenza femminile nelle università. Lo stesso dicasi per la presenza femminile in Parlamento, superiore a quella di gran parte dei paesi europei. Eppure sul piano giuridico le donne iraniane valgono la metà di quello che valgono i maschi. Sottomesse alla legge islamica, continuano a subire una pesante segregazione misogina che si traduce in un diverso trattamento non solo nella vita privata (in Iran è stata restaurata la poligamia e il divorzio è estremamente svantaggioso per le donne) ma anche nella vita pubblica. Basti pensare che una donna in Iran non ha nemmeno il diritto di andare allo stadio se non accompagnata dal marito o da un membro maschile della sua famiglia.
Eppure le foto che circolano sul web ce le mostrano presenti e numerose nelle manifestazioni. Giovani e vecchie. Coi veli sempre più piccoli, sempre più tirati indietro a mostrare, orrore, qualche ciocca di capelli. 
Lo sanno le donne, le più istruite, quelle che vivono nelle città, che la vittoria elettorale di Ahmadinedjad significa posporre di anni quella che i Guardiani della Rivoluzioni denunciano come "la pericolosa contaminazione dell'occidente".
Ma è un segno forte. Perché nella storia recente dell'Iran, le grandi rivoluzioni si sono sempre fatte con l'apporto numeroso delle donne: sia quella costituzionale dal 1906 al 1911, sia quella islamica del 1979.
Qualunque cosa succeda, e se, come è probabile, il negazionista Ahmadinedjad si manterrà al potere, le cose non potranno non cambiare per le donne iraniane. L'assenza di aperture nei confronti dei diritti delle donne, o peggio, nuove restrizioni potrebbero costituire l'acido corrosivo capace di minare il sistema.  E chi siede al governo di questo paese ne è perfettamente consapevole.
 


9 commenti:

sileno ha detto...

Complimenti Chiara!
Vorrei averlo scritto io questo post.
Sileno

Vincenzo Cucinotta ha detto...

La storia si muove, malgrado noi, e i nostri scetticismi, ma la questione femminile in Iran chi la pone e in quali termini? Dobbiamo ammettere che non sappiamo. La presenza massiccia di donne alle manifestazioni in sè non implica nulla, visti i precedenti che tu stessa citi. Per questo, nel mio post ho tentato di rappresentare quel poco che si sa, ammettendo infine la mia ignoranza in proposito.

Anonimo ha detto...

La questione femminile la pongono per prime le "donne che tirano pietre...", le Neda e quelle come lei.....
brava chiara
pat

gigi ha detto...

Ciao Chiara,

Io credo che queste donne rappresentino un'avanguardia di persone già influenzate dalla nostra cultura, sono giovani di teheran, hanno accesso ad internet e televisioni varie.
Sono nate loro malgrado, in uno stato in cui essere religiosi praticanti è un obbligo. Su questo, che sia giusto o no, possiamo discuterne.
Ma discutere se sia giusto portare un velo o no, sarebbe mettere in discussione i fondamenti di una religione. Ovviamente qui non si discute solo il velo non velo, però dal particolare possiamo anche trarre un giudizio più generalizzato, e cioè quello sull'esistenza di punti di vista diametralmente opposti.

Sul fatto che sia obbligatorio essere praticanti devi tener presente che in Iran è ancora in atto una rivoluzione, voluta, da genitori e nonni di queste donne.
E come credo che tu sappia, visto che hai citato Lenin in un tuo commento, non si può passare da una rivoluzione senza creare una dittatura. (Non sto qui ad analizzare se effettivamente non c'è alternativa, probabilemtne ci sono altre strade ma più tortuose)
Il motivo qual è?

Che un rivoluzionario come Lenin aveva la capacità di guardare un secolo avanti a se, la gente comune no. Non poteva spiegare alla gente il marxismo, non avrebbero nè capito nè accettato. Doveva imporlo fiducioso del fatto che col tempo tutti avrebbero aprpezzato la differenza.

Questo è il processo ancora in atto in Iran, secondo me.
Quando un figlio è ormai ben educato e ti puoi fidare lo lasci più libero, no?
Infatti il regime nel corso degli anni si è fatto meno duro.

Io non so ancora se fare il tifo per una cultura diversa dalla loro,
loro parlano di spiritualità, questo, ti dico la verità, a me piace.

Un saluto
gigi

Ps. sul mio blog ho postato uno scambio di commenti su di un forum islamico.

Alessandro Tauro ha detto...

Bellissimo post. Davvero bello...!

Chiara Milanesi ha detto...

@gigi: il povero Vladimir si rotolerebbe nella tomba...
Sul fatto che il comun ismo sia stato un fallimento in termini reali, non ci piove.
Sulla famosa, contestata, mal interpretata, dittatura del proletariato che troviamo negli scritti giovanili dello stesso Vladimir, va sottolineato che tale "fase" la si intedeva finalizzata ad un ipotetico mondo futuro basato sull'uguaglianza e la libertà.
La dittatura che esiste in Iran non ha niente di una "fase" destinata a sparire in nome di un ideale che è quello nobile dell'uguaglianza. E nessuno la intende così.
L'uguaglianza, quantomeno quella basic tra maschi e femmine, non è un valore propugnato come finalità di quel regime. Non ne parliamo della libertà.
Il regime iraniano si fonda invece sulla differenza tra i sessi. Che esclude dalle libertà più semplici metà dei cittadini di quel paese.
Che poi il tutto si ispiri a principi religiosi aggiunge orrore all'orrore.

Arnicamontana ha detto...

Davvero un bel post, mi associo ai complimenti e sono d'accordo con Pat: le donne che tirano pietre chiedono che la questione femminile vada oltre le parole. Grazie di questa tua pagina

gigi ha detto...

No, no voglio far rotolare Lenin paragonando comunismo e islam...ci mancherebbe!!! :)

L'unica cosa che hanno in comune le due rivoluzioni, motivo per cui ho tirato in ballo Lenin, è che hanno rappresentato un cambio radicale nello stile di vita dei popoli coinvolti.

Naturalmente, quale sia la rivoluzione o lo stile di vita, la corruzione è dietro l'angolo, ovunque.

Angela ha detto...

in Inghilterra, conobbi Shririne da Teheran. Colta e evoluta: comparata a lei, ero una donnina da libro Cuore! Le donne italiane hanno da andare a scuola, nel mondo, per imparare a esistere.