mercoledì 10 giugno 2009

I cantori senza barba di Allah...


Che cosa mai ci faranno 17 uiguri a Palau? 
Degli uiguri avevo sentito parlare per la prima volta solo una decina di anni fa, grazie ad una tesi di laurea che uno dei miei studenti aveva voluto farmi leggere. Laurent, si chiamava lo studente. Ed era talmente appassionato di Cina e di cinesi, questo Laurent, che subito dopo la maturità se ne era andato un anno a Pechino a perfezionare il cinese che aveva iniziato a studiare fin dalla prima media. La tesi di laurea in Scienze Politiche l'aveva fatta sulla repressione degli uiguri dello Xinjang. Una ricerca che era stata il frutto di un ulteriore soggiorno di un anno in Cina. Un anno di peregrinazioni dagli altipiani mongoli dell'Altai, alle zone occidentali a forte presenza mussulmana. 
La sua tesi era un caleidoscopio di orrori. Di torture, imprigionamenti, sparizioni. Un compendio del male. 
Confesso che avevo avuto dei dubbi. Mi ero detta che forse Laurent, giovane com'era, aveva prestato l'orecchio solo alle voci della dissidenza uigura, senza verificare della loro fondatezza. 
All'epoca, a quanto ne sapevo, nessuno in Occidente aveva mai raccontato questa storia...Com'era possibile, mi dicevo, che una repressione di tale ferocia, potesse aver luogo senza il minimo accenno alla cosa sui quotidiani del pianeta?
Poi c'era stato l'11 settembre. L'Afghanistan e Guantanamo. 
E si era cominciato a parlare di uiguri proprio per via di quegli strani 17 cinesi  catturati in Afghanistan. 17 cinesi senza barba o con barbette da Fu Manchu che cantavano le lodi di Allah.
Palau, dalle fotografie che trovo in rete, è un atollo da sogno o da incubo, dipende dai gusti. Un gruppo di isolette in mezzo al mare più grande del pianeta, lontane da tutto. Dove all'aeroporto chi arriva è accolto da signore leggermente grasse, seminude che agitano la panciona e offrono collane di fiori. E lungo la costa ci stanno i motel, i Kentucky Fried Chicken, e qualche bungalow per ricchi emuli di Gauguin....
Lo stato indipendente di Palau, che vive grazie ai finaziamenti americani,  si è detto disposto a prendersi i 17 uiguri. Per evitare che vengano spediti in Cina dove sarebbero giustiziati nel giro di qualche giorno. 
Non c'è dubbio. Per loro, meglio Palau che Pechino. 
Ma cosa faranno, di cosa vivranno, dove dormiranno 17 alieni che nella loro vita il mare l'hanno visto solo dal finestrino di un aereo in un'isola che non ha nemmeno lavoro per i suoi abitanti? 
Una storia da seguire....



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