lunedì 15 giugno 2009

La sesta grande estinzione delle specie....


Delle molteplici specie animali che sono esistite sulla terra (circa 50 miliardi), oggi resta appena l'1%. Tutte le altre specie sono scomparse. Darwin l'aveva capito, ma riteneva che la scomparsa delle specie fosse un evento lento. Lentissimo e graduale. Purtroppo, alla luce delle ricerche scientifiche più recenti, si è dovuto ammettere che Darwin, in questo caso, aveva torto. 
Nell'ultimo mezzo miliardo di anni, sul pianeta si sono verificate almeno venti grandi estinzioni di massa. E cinque di queste furono talmente veloci e devastanti da costituire una categoria a parte. Gli scienziati le chiamano le Big Five.
La prima avvenne 450 milioni di anni fa, quando la vita esisteva quasi esclusivamente nell'acqua. Di colpo più dell'80 per cento delle specie esistenti scomparve. L'ultima delle Big Five avvenne alla fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa. In quel caso non scomparvero solo i dinosauri ma il 65% delle specie esistenti sulla Terra. Milioni di anni sono stati necessari, dopo ogni grande estinzione di massa, per ripristinare un ammontare eguale di organismi viventi sul pianeta.
I biologi, oggi, sono sostanzialmente concordi nel ritenere che si stia preparando la sesta grande estinzione di massa. Se la tendenza in atto si manterrà tale, dicono i biologi, entro la fine di questo secolo scomparirà almeno la metà delle specie esistenti attualmente.
È estremamente difficile stabilire quando esattamente sia iniziata l'attuale estinzione, che già i biologi hanno denominato la Big Sixth. Quello che constatano gli scienziati è che la morte improvvisa di una incredibile quantità di specie avvenne in concomitanza con l'arrivo dei primi stanziamenti umani. In Australia ciò iniziò circa 50000 anni fa, quando l'Australia iniziò ad essere abitata da popolazioni provenienti dal sud est asiatico. In quel periodo scomparvero animali grossissimi, tra i quali una sorta di pipistrello grande come un ippopotamo, un tipo di canguro che era alto quasi tre metri nonché tre specie di seprenti giganti.
In Nordamerica avvenne la stessa cosa coi primi insediamenti umani, all'incirca undicimila anni fa: tre quarti della fauna presente sul continente scomparve. 
Perché il primo contatto con gli esseri umani fu così catastrofico, si chiedono gli scienziati? La caccia non poteva da sola spiegare una scomparsa di una tale entità. È stata la modificazione del territorio, sostengono gli stessi scienziati, a produrre la scomparsa delle specie. Gli animali che riuscivano ad adattarsi, sopravvivevano. Gli altri scomparivano. Quando questo fenomeno iniziò a manifestarsi, circa 45000 anni fa, se si parla dell'Australia, sulla terra eravamo a malapena mezzo milione. Oggi siamo più di 6 miliardi e mezzo ed entro tre anni si raggiungerà la cifra di 7 miliardi. L'impatto dell'uomo sul pianeta è diventato incommensurabile. 
Ma a differenza degli eventi catastrofici che scatenarono una delle Big Five, come, per esempio, avvenne nel Cretaceo dove la scomparsa dei dinosauri e di altre specie animali è ormai unanimemente imputata ad un evento improvviso quale la caduta di un asteroide nella penisola dello Yucatan, quanto avviene oggi, dove un terzo degli anfibi, un quarto dei mammiferi e un ottavo delgi uccelli è in via di estinzione, è dovuto proprio alla nostra presenza. Noi.Noi, causa ed effetto. Controllori e artefici, nello stesso tempo.
E se certamente la caduta dell'asteroide fece trascorrere alla terra un pomeriggio terribile, quello che constatano gli scienziati è che da quel momento, dall'esatto momento della caduta, le cose non potevano altro che iniziare ad andare  meglio.  L'asteroide cade, le specie scompaiono, ma l'evento caduta si configura per deifnizione come un evento limitato. Passato. Finito. E la vita riprende.
Noi, invece, ci troviamo nel paradosso di constatare che sarà proprio la nostra presenza, che produce la scomparsa delle specie dulla terra e l'alterazione totale dell'ambiente, a perderci definitamente. Se la soluzione sarà quella di  espellerci dal pianeta, allora  la natura farà il suo corso. 
Una volta scomparsi, noi, proprio noi, la nostra specie, la vita potrà riprendere il suo cammino...


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Nessuno si preoccupa del rischio di estinzione per la RAZZA BIANCA DELL'UOMO? Vorrei sapere cosa ne pensa.

Anonimo ha detto...

Poco male se la RAZZA BIANCA è costituita da personaggi simili.
Altro Anonimo

Chiara Milanesi ha detto...

@Anonimo1: Razza bianca?????? Non esiste!
Lo sanno ormai anche i bambini delle elementari....