martedì 14 luglio 2009

Boum....

Qui, in Francia, non li chiamano nemmeno più operai. 
Li chiamano i "Conti". O i "New Fabris". Dal nome della fabbrica che li licenzia. Come dire "i Fiat", o "gli Ikea". Quasi che la parola "operaio" sia oscena o anacronistica
Scrivono i giornali: "I New Fabris minacciano di far saltare la fabbrica se entro il 31 luglio Peugeot, Citroen e Renault, non pagheranno a ciascuno di loro 30000 euro di indennità".
Peugeot, Citroen, Renault non ordinano più. E poiché sono gli unici clienti di questa fabbrica, la fabbrica chiude e tutti devono tornarsene a casa. Buoni, buoni. Zitti, zitti.
Solo che "i New Fabris" non ci stanno. E preparano il terreno al grande botto.
Qualcuno parla di legittima difesa. 
Altri ricordano l'esperienza della Lip. E il 1973, quando la fabbrica di orologi vicino a Besançon, all'annuncio della chiusura, fu occupata e gestita direttamente dagli operai. I quali, mandati a casa i dirigenti, continuarono a fabbricare gli orologi, si trasformarono in rappresentanti e agenti, e riuscirono a rilanciarne la produzione.
Lo slogan, allora, era: "si lavora, si vende, ci si paga".
Più facile con gli orologi che con la componentistica destinata ad un'industria dell'automobile agonizzante.
I New Fabris, i luddisti o l'operaio-massa di negriana memoria, probabilmente manco sanno cosa sono. E non hanno voglia di saperlo, perché i New Fabris, secondo me,  sono una cosa nuova. 
Sanno, i New Fabris, specialmente quelli che sfiorano i 50 anni, che davanti a loro c'è il baratro.
La rovina economica e la morte sociale. L'espulsione dalla casa, la perdita di autorità nei confronti dei figli, il deserto urbano delle banlieues
Sanno che i sindacati sono impotenti. Oltre ad indorare la pillola, poco possono fare in tempi in cui le manifestazioni sembrano ormai le cerimonie funebri della morte del lavoro.
E allora interpretano a loro modo il "ricatto". Il ricatto quotidiano che il debole vive di fronte al forte. E lo rovesciano. 
Non hanno più granché da perdere. Solo da guadagnare...
E se sarà boum, sarà boum....
 

4 commenti:

Franz ha detto...

Dai un quadro molto preciso di una situazione indubbiamente ...esplosiva.
Ne ero al corrente: la notizia aveva ottenuto l'apertura del GR di Radio Popolare di due sere fa.
I 'New Fabris' vivono sulla loro pelle, prima e più di altri, lo scricchiolare del modello socio-economico con cui l'uomo ha prodotto benessere, ricchezza, disuguaglianza, ingiustizia, nevrastenia, devastazione ambientale e morale.
E la loro strategia forse è irrazionale, ma molto molto umana e comprensibile, di fronte alle prospettive di vita che li aspetta e che descrivi molto bene.
Se sarà 'boum', gli echi, e forse la reazione a catena, si avvertiranno molto lontano.
A tout à l'heure.

masacccio ha detto...

e se tutto il mondo dei diseredati planetari facesse paff boum?

Matteo ha detto...

"Non hanno più granché da perdere. Solo da guadagnare".
Mi ricorda quel che diceva un signore: "i proletari non hanno da perdere che le loro catene".

Ricorsi storici?

Chiara Milanesi ha detto...

@Franz: seguo con molta attenzione questa storia...se sarà boum non lo potrò comunicare perché il 31 luglio sarò dall'altro lato dell'"Internet Divide..."
@Masaccio: farebbe un rumore della madonna...
@Matteo: mah....????!!!!