venerdì 17 luglio 2009

Ce l'hanno fatta!


Le bombole del gas hanno fatto il loro effetto (vedi post appena sotto!) 
I 53 JLG licenziati hanno ottenuto i 30000 euro che chiedevano come indennità.
Incredibile, ma vero!
E nello stesso tempo desolante.
La morale di questa storia è la seguente: nella nostra società, che indennizza senza batter ciglio banche e istituti di credito che hanno giocato alla finanza allegra, per ottenere un'indennità di licenziamento bisogna mettersi contro la legge. Minacciare di far saltare tutto. 
Finiti i sindacati, i negoziati, le manifestazioni, gli scioperi.
Siamo arrivati alle bombole di gas!
Più efficaci di qualsiasi strategia iscritta nella legalità. 
Di qualsiasi invocazione allo stato di diritto. 
Il mondo del lavoro si mostra a nudo e non c'è bisogno che un bambino lo additi gridando che proprio nudo è per capire che quello che contano sono solo e unicamente i rapporti di forza. 
Facciamo saltare le macchine, facciamo saltare il capitale fisso, molto più prezioso di noi uomini, povere quote di capitale variabile, flessibile, spendibile, gettabile, non riciclabile...Solo così agitiamo lo spauracchio. Solo così otteniamo quel che abbiamo già dato in anni mesi giorni di lavoro. 
D'ora in poi lo abbiamo capito. E il ricatto lo facciamo noi...
Bastano un paio di bombole del gas e il gioco è fatto!
Brutti, brutti tempi... 

8 commenti:

marina ha detto...

io ormai giro sempre abbracciata ad una bombola di gas!
mala tempora...
marina

Matteo ha detto...

Questa è la dimostrazione che gli operai non possono sperare nelle concessioni dei padroni, i diritti devono conquistarseli lottando con le unghie e con i denti. E quando lo fanno uniti, in genere lo ottengono.

gigi ha detto...

Mmm,
Temo non finisca così,
Probabilmente saranno avviati dei procedimenti giudiziari per valutare i modi "poco convenzionali" della protesta. Alla fine si troverebbero a dover patteggiare per una cifra molto minore a quella iniziale,
minore o pari a zero.
Vedremo, comunque continua a seguire questa vicenda perchè sono sicuro che questi metodi di protesta prenderanno piede un po' ovunque se la crisi (come sembra) dovesse continuare.

Anche io sinceramente sono perplesso.
Non siamo ancora così in crisi da non poter trovare soluzioni nella legalità e nella non-violenza.
Saluti
gigi

Chiara Milanesi ha detto...

@matteo, per quanto sia contenta di constatare che gli operai sono riusciti ad avere qualcosa per tirare avanti, sono costernata che per riuscire ad ottenere il "dovuto" uno debba mettere in atto minacce e ricatti....
La prosssima volta dovranno immolarsi?????
Come dice Marina, mala, mala tempora....
@Gigi:continuo a seguire!!!!!!!

Matteo ha detto...

Su questo hai ragione, però se i padroni capiscono a cosa sono disposti gli operai nella lotta, forse in futuro saranno più "avveduti".
Ha ragione gigi quando dice che la protesta assume toni sempre più "radicali" (anche se non ci sono proteste "moderate" e proteste "radicali" ma proteste adatte alla situazione particolare e proteste inadatte) questo vuol dire che si è giunti a un punto di rottura, che difficilmente si potrà andare oltre, difficilmente i lavoratori saranno disposti a concedere oltre. Ritorna la vecchia dialettica marxiana, alla faccia di chi diceva che è roba passata.

il cuoco ha detto...

I francesi sono i francesi...Hanno le palle....

Rouge ha detto...

Certe volte vorrei non avere solo il soprannome francese.

gigi ha detto...

@Matteo Second me, in futuro i padroni non saranno più avveduti, ma più furbi.

Ad esempio, in italia, sono molto bravi a mettere gli operai contro se stessi e la loro coscienza. Sono abilissimi a rispondere ai ricatti con ricatti morali.
Mi spiego.
Prendete il caso dell'Ilva
Sapete tutti il danno ambientale che produce, e le morti sul lavoro a ritmo mensile.
L'azienda come risponde a scioperi manifestazioni e minacce?
Minacciando la chiusura dello stabilimento.
Gli operai che ci lavorano, ed i tarantini, pretendono che lo stabilimento si metta a norma per sicurezza degli impianti ed emissioni. L'azienda risponde che per far questo deve far fronte a delle spese che ne causerebbero la chiusura.
Il gioco è fatto.
Tutti divisi,
l'operaio che non vuol più protestare per paura di perdere il posto,
l'operaio che è intransigente su sicurezza ed ambiente (pochi)
il cittadino che continua a morire di tumore

Divide et impera,
secondo me
gli italiani lo fanno meglio dei francesi