mercoledì 8 luglio 2009

I ragazzi di Greenpeace...



















Far sentire la propria voce. Avere visibilità, proprio quando gli occhi del mondo sono puntati da noi, non è facile, se non si è alla corte dei grandi. 
Ci hanno tentato stamattina alcuni ragazzi di Greenpeace. Che hanno scalato le ciminiere di quattro centrali elettriche a carbone italiane per ricordare ai leader degli 8 paesi riuniti a L'Aquila di assumere il loro ruolo di leader svolgendo le azioni necessarie contro i cambiamenti climatici. 

La notizia è relegata tra le brevi di alcuni giornali stranieri.
"Il carbone", dichiara Greenpeace "è il combustibile che produce più di tutti gli altri l'effetto serra."
La guerra al carbone che muove l'organizzazione ecologista è sostenuta in pieno da James Hansen, noto anche come "il padre della teoria del riscaldamento globale".
Per Hansen, la chiusura delle centrali a carbone, non è un'opzione. Bensì un'urgente necessità. 
Hansen, addirittura, l'anno scorso ha puntato senza mezzi termini il dito contro i dirigenti delle società che gestiscono le centrali a carbone, negli USA, accusandoli di fare della disinformazione sul riscaldamento globale in atto e sostenendo che tale disinformazione è assimilabile ad un crimine contro l'umanità e contro la natura.  I treni che trasportano il carbone verso le centrali li ha definiti poi, senza mezzi termini, "treni della morte".
Hansen, che dirige l'Istituto di Studi Spaziali per conto della NASA, finora non ha mai sbagliato una predizione. Lui, le "predizioni" le fa a partire dal primo modello matematico di variazioni climatiche, da lui concepito e battezzato nella comunità scientifica Modello Zero.
Nel 1990 Hansen predisse che quell'anno, o l'anno successivo sarebbe stato l'anno più caldo tra quelli registrati fino ad allora. Nove mesi dopo i fatti gli diedero ragione. Nel 1991, predisse che l'eruzione del Pinatubo avrebbe fatto scendere le temperature e un paio di anni dopo le avrebbe fatte bruscamente risalire. Cosa che avvenne puntualmente. Recentemente ha contestato la soglia di non ritorno della presenza di CO2 fissata dalla comunità scientifica. Tale soglia di non ritorno più nota come DAI (Dangerous Anthropogenic Interference) la comunità scientifica l'ha posta a 455 particelle di CO2 su un milione di particelle. 
La brutta notizia che sostiene Hansen in numerosi articoli da lui recentemente pubblicati è che tale soglia sarebbe in realtà da valutare attorno alle 350 particelle per milione. La pessima notizia è che attualmente siamo già a 385 particelle per milione. 
Se anche mi sbaglio, sostiene Hansen, il Modello Zero, in assenza di drastica riduzione, prevede che entro il 2035 sarà raggiunta la soglia di non ritorno ufficiale delle 455 particelle per milione. Solo una drastica riduzione delle centrali a carbone, accompagnata da un programma forte di riforestazione portato avanti nei prossimi vent'anni potrà far scendere , tra alcuni decenni, il livello di CO2 a 350 particelle per milione. 
L'assenza di misure drastiche, ora è subito, ci porterà dritti e in brevissimo tempo all'irreparabile. 
Hansen, per il momento, di predizioni non ne ha sbagliata una...


2 commenti:

il Russo ha detto...

Ciao Chiara, ho messo Esternazioni nella lista dei blog "Per non restare troppo indietro", così non mi perderò i tuoi aggiornamenti!

Chiara Milanesi ha detto...

@Russo: tu da me c'eri già!