mercoledì 1 luglio 2009

Omertà


Non mi piace l'invito di Napolitano alla stampa.
Non mi piace mai che si chieda alla stampa di tacere. Di smorzare. Di calmare le acque.
In causa, in questo caso, non è l'incolumità di un ostaggio nel corso di una trattativa. Né il voyeurismo mediatico che spesso interviene dopo una tragedia.
No. Il silenzio che Napolitano chiede dovrebbe servire ad evitare che in causa sia posto il "prestigio del paese". 
Sul "prestigio" che l'Italia gode all'estero potrei ricamarci sopra. Dire che rasenta il prestigio di una nocciolina, non è affatto esagerato. Su come ci vedono da fuori, ne avevo già parlato in un vecchio post
Quello che mi inquieta nell'invito del Presidente della Repubblica è da un lato il riproporre la nostra vecchia tradizione nazionale che prende il nome di "omertà", dall'altro l'assenza di criterio contenuta nell'invito stesso. Temo fortemente che Napolitano stia perdendo colpi.
Tutti sappiamo cosa significa la parola "omertà". È talmente italiana questa pratica, talmente connaturata alla nostra italianità, che il vocabolo stesso è accolto tale e quale negli idiomi stranieri. Come quando la lingua italiana accoglie il termine "karakiri'. Che non si traduce perché esclusivamente connaturato alle tradizioni giapponesi.
In inglese e in francese "omertà", si traduce con...."omertà".
Aumenterebbe il "prestigio" del nostro paese una stampa silenziosa che si da da fare per nascondere i cocci del vaso rotto in un angolino, come farebbe un bambino che non si vuol far scoprire dalla mamma? 
Aumenterebbe il "prestigio" del nostro paese una magistratura che sospendesse temporaneamente delle indagini perché sarebbe inelegante scoperchiare l'ennesima malefatta di chi ci governa mentre in casa abbiamo degli ospiti?
Sono davvero allibita.
Tanto più che le notizie non si fermano con un colpo di bacchetta magica alle frontiere. Anche se le frontiere ritornano ad essere chiuse per evitare contestazioni al G8 dell'Aquila.
Credo che l'esistenza di qualche organo di stampa libero, che non si fa intimidire dalle minacce di ritorsioni economiche né dall'invito ad un fumoso "stringiamci a coorte" da parte della più alta carica dello stato, sia invece un elemento che potrebbe migliorare l'immagine che di noi e del nostro paese esiste all'estero. 
Credo che una magistratura davvero indipendente dal potere politico, lungi dal farci vergognare agli occhi del mondo, sia piuttosto una fonte di orgoglio. Come quando, negli anni di Tangentopoli, all'estero, per la prima volta, avevamo guadagnato un certo rispetto. Il rispetto dovuto a magistrati coraggiosi, capaci, a volte al prezzo della propria vita, di fare giustizia.
Credo che un Presidente, che per la sua natura istituzionale, deve essere super partes non abbia il diritto di chiedere una pausa, un armistizio, in nome delle "buone maniere". Il suo ruolo, semmai, dovrebbe essere quello di ricordare alle più alte cariche dello stato i principi del buon governo. E di stigmatizzare quegli atteggiamenti che col "buon governo" risultano incompatibili.
 

11 commenti:

gigi ha detto...

Ciao Chiara, è sempre un piacere leggere le tue riflessioni, fanno un po' meno piacere i fatti su cui si basano, purtroppo...

Il fatto che Napolitano abbia "avuto una conversazione un po' più ampia in vista del G8 e in vista della conferenza stampa" con Berlusconi penso dica tante cose.

Io non credo che Napolitano sia libero di dire ciò che vuole, ma ciò che qualcuon gli permette di dire. Certo è indubbiamente una colpa quella di sottostare a queste "esortazioni".

La decisione di placare le polemiche è stata presa da entrambi gli schieramenti.
Posta nei termini che conosciamo,invece, sembra un'imposizione dall'alto che tutti hanno il dovere di accettare.


Nel frattempo, domani è attesa la votazione finale al senato per il ddl sicurezza. Da domani sarà legge. Tra le polemiche...ops, dimenticavo, niente polemiche.

Una coincidenza?
Non lo so, io non ho visto nè sentito niente, non conosco nessuno...
gigi

Franz ha detto...

Sono d'accordo con te, Chiara, anche se ho letto qualche commento che cerca di spiegare e rivalutare che cosa "davvero" significherebbe l'appello del capo dello Stato.
Sarà, ma il ricordo di Pertini è ormai troppo lontano, e va allontanandosi anche quello di Ciampi.
Sarà, ma chissà perchè mi sovviene la lunga camminata (all'interno dell'aula parlamentare) che si sobbarcò la Jena Ridens a capo di un precedente governo per andare a stringere platealmente la mano a quel "comunista".
Quella mano che ha poi firmato il cosiddetto Lodo Alfano.
Un saluto.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Anch'io ho postato sul fatto a cui ti riferisci, e temo che qualifichi, con gli altri atti già compiuti, ormai pressocchè irreversibiklmente il mandato di Napolitano.
In realtà, il Presidente ha avuto il buon gusto di non citare la stampa, che difatti ha scritto che l'invito di Napolitano non era rivolto a loro.
A chi è dunque rivolto questo invito? Sarà rivolto al governo? Chiedevo se, in omaggio alla tregua, al Senato potevano rinviare l'approvazione del gravissimo pacchetto sicurezza. Come temevo, no, la tregua non riguarda l'azione del governo che anzi ha ancora una volta posto la fiducia: probabilmente la paura di un'imboscata parlamentare diventa sempre più forte.
Insomma, il nostro presidente deve spiegare a chi chiede tregua, vogliamo proprio saperlo!

Luz ha detto...

Ma quanto sono d'accordo con questo post!! Sottoscrivo tutto.

il Russo ha detto...

Concordo con il tuo post, non ero mai capitato da queste parti e devo dire che è stata una piacevole scoperta.

Chiara Milanesi ha detto...

@Gigi: diciamo che Napolitano si è comportato come il peggiore degli arbitri di calcio....
@Franz: non parlarmi di Pertini che piango....
@Vincenzo: davvero incomprensibili i destinatari dell'invito?
@Luz e al Russo: grazie e benvenuti!

il cuoco ha detto...

Fors napolitano voleva solo proteggere i suo paese dalla vergogna in cui ancora una volta è stato gettato...
sicuramente lo ha fatto nel modo piu sbagliato , ma lo vedo come un ultimo tentativo di un leone che oramai sa che il suo pensiero non verrà piu ascoltato da chi poi è chiamato a decidere...
L'omertà in Italia la si conosce bene eè cosi ben conosciuta che ci si rinuncia mai...
Ciao

sinedie ha detto...

Francamente ho provato ad attendere un po'di più per far svaporare almeno un po' il fastidio forte, intenso che il tuo post mi provoca. E' evidente il motivo per il quale l'invito di Napolitano non ti è gradito, non sei Italiana e non hai alcun amor di patria. forse ti senti più francese? E' una nazione molto legata ai suoi valori e i suoi cittadini la difendono, pensaci. Confondi l'omertà con dignità e nessuno sa per certo cosa è successo fra le lenzuola di Dalema e Berlusconi; se per te questi sono argomenti da portare avanti con la virulenza di queste settimane allora sei molto inglese. Loro amano parlare di pettegolezzi pruriginosi. Ma tu che sputtani con tanta facilità la terra dove sei nata ti sei mai resa conto che fai soltanto propaganda? Che la fai a senso unico? Sei lontana migliaia di anni luce dal mondo reale e dalla gente normale che se ne frega del tuo sussiego salottiero e impegnato. Vive la France.

Chiara Milanesi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara Milanesi ha detto...

@Sinedie: amor di patria? Non so nemeno cosa sia.
I francesi sono molto legati ai valori repubblicani. Forse tu non sai nemmeno che cosa si intenda con valori repubblicani. Ma te lo posso spiegare in poche parole: la "patria" non è un valore repubblicano. Lo è, invece, la repubblica. In Francia una persona che riveste una carica politica non potrebbe permettersi di pronunciare nemmeno un decimo delle affermazioni fasciste e razziste che ha pronunciato il nostro presidente del consiglio. Il sindaco FN di Vitrolles per aver semplicemente detto la frase seguente: "gli immigrati vengono in Francia solo per fare figli e approfittare dello stato francese" è stato condannato e destituito dal suo incarico. Perché non rispettoso dei valori repubblicani. E pensa che tra coloro che l'hanno denunciato c'era proprio un'immigrata: la sottoscritta.
La dignità non è nascondere agli occhi del mondo che il Presidente del Consiglio si sollazza con delle prostitute fornitegli da imprenditori e servi manneggioni e poi, forse per non dover loro niente, le fa eleggere in Parlamento.
La dignità è semplicemente NON FARLE queste cose. Un Presidente del Consiglio degno di questo nome e della carica repubblicana che riveste non le fa. È così complicato da capire?
Se poi è questa la gente normale che frequenti tu, sono ben felice di frequentare degli anormali.
Se davvero la ami questa patria di cui ti riempi la bocca, è mai possibile che tu possa sentirti fiero di un paese trasformato in un bordello, gestito da avvocati azzeccagarbugli, veline poppute e mafiosi in cerca di appalti facili? Se è questa l'Italia che ti piace allora ce l'hai e non vedo perché tu debba sempre essere incazzato.

Angela ha detto...

ottima risposta, Chiara!
condivido i dubbi su Napolitano...