lunedì 14 settembre 2009

Se non ora, quando?


Forse è solo una questione di nausea.
Ma da quando sono tornata a casa riesco a malapena a leggere i giornali. 
Per non parlare dello scrivere.
Le notizie scorrono sullo schermo del computer. 
E mi travolge la nausea.
Come stamattina quando leggevo l'invito del nostro ministro della Pubblica Istruzione a tenere la politica lontana dalla scuola.
Com'è possibile che un ministro della pubblica istruzione
 possa imporre un comportamento così becero e snaturato? Così innaturale con la funzione stessa dell'insegnamento?
Quando stavo in Italia, subito dopo la laurea, avevo avuto una cattedra per insegnare il diritto e l'economia in una ragioneria di Montebelluna in provincia di Treviso. I miei allievi erano quasi tutti figli degli scarpari che avevano fatto la fortuna economica di quella cittadina ai piedi delle colline asolane. 
Alla prima riunione degli insegnanti il preside, un gentile signore siciliano a pochi mesi dalla pensione, si era raccomandato che non si facesse politica in classe. 
La politica doveva stare fuori dalla scuola.
Lui non voleva avere problemi.
La prima lezione che feci nella mia vita fu dedicata ai fondamenti ideologici da cui nasceva la nostra Costituzione. Mi ero preparata a fondo sulla questione leggendo un bel libro di Norberto Bobbio da cui emergeva con ogni evidenza che qualsiasi legge altro non rappresentava che una scelta politica ben precisa, sia sul piano storico che su quello economico.
Rispettare la raccomandazione del preside sarebbe stato mancare ad un dovere fondamentale dell'insegnamento: quello della trasparenza, della storicizzazione degli eventi. Quello della politica.
Come potrà fare oggi un insegnante della stessa materia, tanto per fare un esempio, ad insegnare i valori della nostra Costituzione senza fare politica? Come spiegare lo iato esistente oggi tra costituzione formale e costituzione materiale senza addentrarsi criticamente nelle scelte di questo o quel governo?
Se non fosse tragicamente pilotata, la raccomandazione del ministro Gelmini, potrebbe forse solo far sorridere. 
La scuola, a mio avviso, per avere un senso, deve essere soprattutto una palestra politica. Una palestra critica delle scelte politiche che i cittadini sono tenuti a rispettare o a subire.
Come potrebbe oggi un insegnante degno di questo nome affrontare i temi dell'uguaglianza, del diritto all'informazione, del razzismo, della bioetica senza confrontarsi con quello che accade nel mondo e in primo luogo vicino a noi?
Se non ora, quando?


11 commenti:

Angela ha detto...

Se la salute non mi abbandona, tornerò ad insegnare per essere licenziata a causa dele mie lezioni apertamente "politiche"...

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Già, ma bada: alla Gelmini che si parli popi di politica non è che le interessi tanto, sa che i ragazzi, anestetizzati dalla TV, non è che possano svegliarsi più di tanto. Eppoi, sono discorsi troppo difficili per cotanto ministro.
Per capire bene cosa ella effetivamente intenda, bisogna leggere attentaemnte. Ella dice che fare politica è contrastare la riforma: avete capito qual è il suo problema? Poi, se la riforma fallisse, che sculacciate dal Tremonti eh...

Matteo ha detto...

Solo se la politica la fanno quelli che non condividono la riforma. Se la fanno gli altri invece va bene.
A parte l'ignoranza e la stupidità del ministro incolpevole perché palesemente parla per conto terzi, visto che lei capisce di educazione (e di politica) quanto io di astrofisica, a parte lei, c'è da dire che spesso in Italia si tende a fare questo ragionamento assolutamente sbagliato da un punto di vista pedagogico, di tenere "la politica", nel senso di "presente politico" (poiché secondo loro la II Guerra Mondiale, il fascismo, la Resistenza, non sono politica!!) fuori dalle aule. Come dire, lasciate stare queste cose a noi, che ne capiamo (come no?). E poi ci lamentiamo se i ragazzi non studiano. Per forza, la scuola è troppo didascalica e avulsa dal presente, non affronta temi che i ragazzi vivono tutti i giorni. Come fa un ragazzo ad appassionarsi alla storia se gli parliamo delle dinastie egizie invece del '68?

Chiara Milanesi ha detto...

@Angela, ma come, proprio ora che J. is free like a bird?????
@Vincenzo: io credo testardamente che noi possiamo riuscire ad essere più rock and roll della tv....
@Matteo: appunto....la passione....

sileno ha detto...

Sono molto dibattuto: Se abbiamo il governo guidato da papi che è stato il miglior capo del governo degli ultimi 150 anni, (ma penso che dopo "Porta a porta" di questa sera, sia il migliore degli ultimi 1.500 anni), come potete dubitare dei suoi collaboratori al governo?
Sileno

giardigno65 ha detto...

verissimo !

amatamari© ha detto...

E' che nessuno ha spiegato alla Gelmini che la politica non è lo sventolio delle bandiere o l'urlo di qualche slogan: la politica è azione quotidiana quando ci troviamo davanti a quello che è il nostro futuro.

PRESS ha detto...

Sinceramente sconvolto. Le tue opinioni e quelle di chi ti ha commentato sinora sono perlomeno discutibili: ma tu e Cucinotta vedo siete anche insegnanti e questo vi rende francamente cricabili. Voi confondete una discussione sulla nascita e l'essenza della costituzione con i vostri pareri personali orientati politicamente in un solo senso. In questo modo mio figlio se fosse vostro studente e minorenne sarebbe di fatto iscritto ad una sezione del partito. Voi non vi rendete conto di quello che dite, anzi ve ne rendete conto benissimo purtroppo. Rimpiangete quel 68 che ha ridotto la scuola e l'insegnamento a quell'ameba rossastra che è oggi.

Artemisia ha detto...

A parte che l'esternazione della Gelmini, come scrive giustamente Vincenzo Cucinotta, è strumentale perchè significa semplicemente "non parlar male dei suoi provvedimenti", comunuque è vero che in Italia purtroppo per "far politica" si intende comunemente un fatto di tifoserie.
Quando cresceremo?

Chiara Milanesi ha detto...

@Press: La politica è l'arte di governare una società, perché vuoi escluderla da quella palestra di formazione dei futuri cittadini che è la scuola?????

Anonimo ha detto...

il tuo discorso non fa una grinza!parola di ex-insegnante delle "150 ore", che più politiche di così...!pat