domenica 18 ottobre 2009

Quando sento parlare di cultura, estraggo la mia pistola...


Un altro elemento che contraddistingue l'Ur-fascismo è l'odio nei confronti della cultura, nei confronti degli intellettuali, nei confronti dei libri.
Nessun regime fascista ha mai esaltato l'Illuminismo.
L'Età della Ragione è sempre stata sospetta.
Improntati più al fare, all'agire, alla bellezza dell'azione, bella in sè, perché spontanea e vitalistica, i fascisti sono i nemici della riflessione che può indurre ad un atteggiamento critico. La cultura più che sospetta, puzza di zolfo...
La frase "Quando sento parlare di cultura, estraggo la mia pistola" attribuita a Goebbels è esemplare quanto lapidaria. Per i fascisti, gli intellettuali sono "cani", "sporchi", "snob", "fannulloni" e sempre e comunque "comunisti".
Di fondo, nonostante un apparente entusiasmo per la modernità, i regimi fascisti sono sempre stati antimoderni. Sempre che la critica sia un elemento della modernità.
La critica (dovere del suddito è "credere, obbedire e (eventualmente) combattere), le distinzioni, le sfumature, l'attenzione all'uso delle parole - elementi chiave del ragionamento - sono considerati vezzi snob e borghesi. Il disaccordo, elemento chiave per avanzare in qualsiasi campo, è aborrito come peccato mortale.
Ed è considerato tradimento dei valori fondanti della società fascista: la patria, l'onore, la famiglia, i nostri morti, le nostre donne, la nostra terra.

5 commenti:

Angela ha detto...

Infine, proprio per ragionare terra-terra, il fascismo vive di invidia viscerale verso le menti più evolute che non significa "comuniste" ma semplicemente "libere di essere"...il fascismo è semplicemente rozzo, primordiale, tribale.
Mi piace ascoltarti, prof!

Anonimo ha detto...

Interessanti e purtroppo molto attuali nella sostanza entrambi i post sull'Ur-fascismo.
pat

il Russo ha detto...

Ultimamente Brunetta (sempre lui) ha addirittura citato, dicendo di rimpiangerlo, il termine "culturame" di scelbiana memoria: questi magari non saran fascisti, ma ci sono molto ma molto vicini...

riccardo uccheddu ha detto...

Le affinità col fascismo sono indiscutibili.
Esaltazione della religione; una religione a cui però amputano l'elemento dell'amore.
Esaltazione dell'azione; azione che coincide con un attivismo privo di riflessione.
Disprezzo per la cultura, considerata vero e proprio equivalente di qualche malattia mentale.
Fallocratismo, che non ha niente a che vedere con un sano esercizio della sessualità.
Ricordare il detto di Mussolini: "L'Italia ha bisogno non del lavoro della donna ma dei suoi fianchi."
Santificazione della forza, che costoro identificano col militarismo.
Semplificazione dei discorsi e dei programmi all'estremo e fino a toccare il ridicolo, ma odio per l'autentica chiarezza.
Retorica e legalismo ma evidente irritazione nei confronti della dialettica e del diritto.
Mito della coerenza, che però per i fascisti più o meno "ripuliti" significa fanatismo.
In conclusione, per la loro stessa natura, la cultura ed il senso critico sono nemici del fascismo.
Ciao.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu