sabato 21 novembre 2009

Cervelli e cervelli...

Who's got the brain of JFK?
Se lo chiedevano i Pearl Jam, e aggiungevano, "e a noi cosa importa?".
Ai Pearl Jam, probabilmente non granché.
Ma alla sorella di Kathrine K., la direttrice del dipartimento di diritto internazionale in cui avevo lavorato appena arrivata in Francia, doveva importare moltissimo, visto che un paio di volte all'anno prendeva l'aereo da Chicago e trascorreva il we a frugare i prati attorno alla Dealey Plaza, a Dallas, che, non si sa mai, qualche frammento forse avrebbe ancora potuto trovarlo.
Inutile dire che Kathrine K. la direttrice in questione, raccontava la cosa con tono costernato.
Anche il cervello di Lenin ha una sua storia interessante.
Al contrario di quello di JFK, che probabilmente andò perso nella confusione (Jackie racconta addirittura che se l'era trovato in mano), il cervello di Lenin venne prelevato, prima che il corpo di Vladimir Ilitch fosse imbalsamato, per essere consegnato al neurochirurgo Oskar Vogt. Il quale si trovò nell'imbarazzante situazione di dover dimostrare al governo quali fossero le cellule responsabili del genio dell'uomo. Il governo sovietico ci teneva moltissimo, al punto da creare a Mosca il primo Istituto del Cervello.
Vogt, mal gliene incolse, deluse comunque le aspettative.
Il cervello di Lenin aveva qualche neurone piramidale più largo della norma a livello della terza corteccia - si affrettò ad annunciare il povero Vogt - ma tale morfologia non confermava l'essenza del genio.
Dopodiché la carriera di Vogt subì un inesplicabile arresto.
Fin dall'800 i ricercatori hanno studiato il cervello per scoprire quale fosse la morfologia del "genio".
Alcuni ritenevano che il cervello di un genio pesasse di più di quello di una persona normale. Ma la teoria cadde quando si scoprì che il cervello di Turgenev pesava meno di quello di Anatole France, che, unanimemente, all'epoca, era ritenuto un genio assoluto.
Alla morte di Einstein, il suo cervello venne prelevato e conservato in un boccale pieno di formaldeide. Nel 1996 alcuni ricercatori canadesi si misero a studiarlo e scoprirono che il volume della parte inferiore dei due lobi parietali era di circa il 15% superiore alla norma. In seguito, studiando il cervello di 300 persone dotate di un quoziente intellettuale superiore alla norma, riscontrarono in tutte quel centimetro cubo di più.
Il che, comunque, non spiegava granché, poiché i ricercatori, nell'articolo pubblicato su The Lancet, dal titolo: "L'eccezionale cervello di Einstein", non capivano ancora se tale aumento fosse innato o si sviluppasse proprio in seguito ad una intensa attività cerebrale.
Che poi è sempre la stessa questione: è nato prima l'uovo o la gallina?
Il cervello di Mussolini, leggo, ha un destino meno onorevole.
In vendita su e-bay a 15000 euro, l'annuncio è stato prontamente ritirato dalla direzione del sito.
Chissà mai se qualche zuzzerellone nostalgico se lo sarebbe comprato.
Qui di seguito il video dell'ultima performance di un grande cervello...uno di quelli che non finiranno volgarmente su e-bay, ne sono sicura...


5 commenti:

maricla ha detto...

grazie per il video, Chiara. è imbarazzante, ma ci insegna a vincere ogni imbarazzo in nome dell'amore e del genio.

Chiara Milanesi ha detto...

@Maricla...innanzitutto strafelice di ritrovarti...e poi, sì, Bob non ha paura del ridicolo...perché lui sa di essere un genio...

Matteo ha detto...

Forse più che il cervello dei morti dovremmo studiare quello dei vivi.

Chiara Milanesi ha detto...

@matteo: alcuni, anche se vivi, ce lo hanno già nella formaldeide...

marina ha detto...

la teoria del peso mi potrebbe anche convincere: trovo appropriato che il cervello di Turgenev pesi più di quello di Anatole France!

In quanto al cervello di Mussolini secondo me qualcuno già se l'è fatto inserire qui in Italia...
marina