martedì 10 novembre 2009

Presidenti picconatori...



Stava o non stava picconando il muro di Berlino la sera del 9 novembre 1989?
Lui dice di sì. I suoi scherani confermano. Le testimonianze fioccano. All'inizio sono tutte uguali. Sembrano ritagliate da un film di spionaggio, nel quale gli agenti sono imboccati a raccontare tutti la stessa versione dei fatti.
Ma, qualche cosa, non va.
Ancora una volta i grandi della terra non hanno fatto bene il compitino.
Nicholas Sarkozy racconta con dovizia di particolari che, venuto a conoscenza che a Berlino sta succedendo qualcosa di epocale, prende un aereo privato assieme a due compagni di partito Alain Juppé e Jean Jacques de Peretti, e si reca a Berlino, dove contribuisce con un piccone ad abbattere il muro.
A dimostrazione che i presidenti muratori di questi tempi vanno alla grande...
Tra la folla che si ammassa lungo il muro racconta di aver incontrato un altro compagno di partito, François Fillon, attuale primo ministro, il quale, a sua volta conferma e spiega che dal 7 di novembre si trovava a Berlino per partecipare ad un colloquio sulle relazioni est-ovest.
Ma, diceva mia nonna, "tanto va la gatta al lardo che ci mette lo zampino"....
Uno dei vantaggi che offre la rete è la possibilità di consultare in brevissimo tempo archivi, note, documenti, memorie, articoli di giornale, relazioni dell'Assemblea Parlamentare, video, foto, e così via.
E un altro vantaggio è che questa sconfinata miniera di materiali solletica le curiosità di quelli come noi che non sono giornalisti ma che possono comunque svolgere dei buoni lavori di ricerca stando seduti di fronte al loro computer senza dover presentare a nessuno note spese e biglietti del treno da rimborsare.
E così internauti e giornalisti birichini, che avrebbero fatto invidia al buon San Tommaso, si mettono a spulciare i materiali in rete per trovare conferma del racconto eroico del presidente.
Il quale, preso al suo stesso gioco, dà pian piano l'impressione di aver abbattuto il Muro praticamente da solo.
Si sa, i bugiardi, si apparentano agli scrittori e agli artisti. Geni della fantasia e della creatività, non possono limitarsi ad un racconto secco e sintetico. Devono per forza aggiungerci dettagli, particolari, colori e suoni.
"Dio è nel dettaglio", recita la famosa frase attribuita a Flaubert. Ma poiché siamo a Berlino val forse la pena ricordare che in tedesco il concetto è leggermente diverso: Der Teufel steckt im Detail significa piuttosto che a stare nel dettaglio non è tanto Dio, quanto il diavolo...
E in questo caso il diavoletto che se ne sta seduto sui dettagli forniti da Sarkozy e Co. è proprio un birbone...
L'8 novembre, François Fillon che dichiara di essere a Berlino già dal 7, risulta essere invece a Parigi e aver fatto un intervento alla Camera.
De Peretti che secondo Sarkozy parte con lui in aereo per picconare il muro, si sbaglia e racconta di aver preso il treno nel pomeriggio assieme al presidente per recarsi a Berlino. Ma se anche così fosse stato i due non sarebbero affatto arrivati alle 8 di sera ma come minimo alle 2 del mattino visto che all'epoca il treno ci mette circa 12 ore per arrivare da Parigi nella capitale tedesca.
La versione di Juppé, poi è quantomeno esilarante. L'uomo ha il dono dell'ubiquità: il 9 novembre, secondo lui, è a Berlino, ma contemporaneamente è anche à Colombey les Deux Eglises per partecipare alle celebrazioni in occasione del 19° anniversario della morte del generale De Gaulle. Ed è lui stesso a confermarlo in un libro autobiografico pubblicato nel 1993, nel quale racconta che il 16 di novembre si reca a Berlino per la prima volta dopo la caduta del muro e scopre una città totalmente diversa da quella che ricordava...Ma cos`è una settimana di ritardo, in fondo????
E che dire del giornalista televisivo Ulysse Gausset, che avrebbe cenato con loro in un ristorante della città, pur essendo a Mosca quella stessa sera? E della foto che avrebbero scattato sempre quella sera assieme al sindaco di Berlino, Walter Momper, che nega recisamente di aver incontrato i Pinocchi tramite il suo portavoce all'epoca?

I commenti ai giornali da parte dei francesi sono feroci. Chiedono le dimissioni del Presidente. Un Presidente non può e non deve mentire, sostengono. E questo avviene anche tra le fila dei simpatizzanti del partito del presidente che si dichiarano costernati e imbarazzati.
I Pinocchi sopracitati ora farfugliano che in effetti possono essersi sbagliati quanto alle date.
Il che fa dubitare quantomeno della loro sanità mentale. Com'è possibile confondere la notte della caduta del Muro con una notte qualsiasi avvenuta una settimana dopo? Alzheimer? Confusione spazio/temporale?
La cosa curiosa è che nessuno aveva chiesto a Sarkozy dove si trovava nel momento in cui il Muro veniva abbattuto.
La sceneggiatura se l'è creata tutta lui da solo.
Per amore dell'estetica. O perché, anche lui, come Vasco Rossi sogna una vita spericolata alla Steve McQueen.
Nessuno gli avrebbe rimproverato nulla se se ne fosse stato tranquillino nel suo letto. Come fecero tutti gli altri "grandi" della terra.
La dimensione eroica che oggi è necessaria per governare un paese conquistando l'immaginario collettivo vuole, infatti, il suo tributo.
In Francia funziona il presidente picconatore. Forse influenzato da Kossiga...
In Italia i picconatori ritornano...ma forse in un altro senso...

8 commenti:

luposelvatico ha detto...

Eh eh eh...ricordiamo che anche il Nostro era in tutt'altre faccende affaccendato quando elessero Obama...chissà quante balle avrebbe raccontato, al riguardo del muro di Berlino, se fosse sceso in campo un po' di anni prima...peccato essersele perse! al confronto del Nostro, come mentitore Sarkozy è un dilettante perchè conserva ancora brandelli di senso del ridicolo, e questo lo frega...:-)

Matteo ha detto...

Sarkozy dice di ispirarsi a Berlusconi ma è ancora un dilettante. Queste sono bugie piccole, veniali, nulla a che vedere con le decine di processi a carico del suo compare italiano, nulla a che vedere con le menzogne sulle escort in casa sua o sul suo coinvolgimento con la mafia.
Per Sarkozy la strada è ancora lunga e anche per il popolo francese che si scandalizza per un nonnulla mentre noi italiani, uomini di mondo, accettiamo un presidente corruttore ed estorsore senza battere ciglio.

Anonimo ha detto...

grande chiara ! fai bene a mettere sempre i puntini sulle i.
e ad essere così curiosa.
e generosa nel dare informazioni, riflessioni, perle di saggezza e ironia,e anche qualche sorriso, il che di questi tempi non guasta.
grazie
pat

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Come sostengo io: l'Italia non è l'eccezione malata delle democrazie parlamentari dell'Occidente, ne è piuttosto la triste avanguardia.

sileno ha detto...

Vedo che anche i Galli non si fanno mancare niente, ma i maestri italiani sono insuperabili.

marina ha detto...

ho seguito sulla stampa questa storia esilarante, ma come la racconti tu è insuperabile!
marina

guglielmo ha detto...

Quando uno vuol apparire a tutti i costi incorre in questi infortuni. Il presidente francese, il nostro, quell'altro russo sembrano fatti con lo stampino -:)))

Chiara Milanesi ha detto...

@Guglielmo: sembrano la Premiata Banda Bassotti...due di loro ci hanno il tacchetto...