mercoledì 18 novembre 2009

L'acqua del sindaco...


Sono nata astemia, mannaggia mia, ma astemia radicale.
Nel senso che ho sempre e solo bevuto l'acqua che esce dal rubinetto.
Non mi piace il vino, non mi piacciono i succhi di frutta, la coca cola mi pizzica la lingua per non parlare della San Pellegrino.
Niente mi piace di più dell'acqua che esce dal rubinetto.
E a Venezia è buona.
Persino Cacciari fa la pubblicità dell'acqua che esce dai rubinetti della città in cui è sindaco.
Sui muri delle calli c'è la sua faccia barbuta e una scritta: " Anch'io bevo l'acqua del sindaco"...
"Bravo, mona", ci aggiunge a volte la gente.
E se privatizzano l'acqua di Venezia chi avrà più il coraggio di bersela?
Figurarsi poi quelli che abitano in Campania, a Caserta, in prossimità delle discariche abusive, tossiche e chi ne ha più ne metta....
A chi affido la mia vita?
In chi posso aver fiducia?
Istintivamente direi: nel servizio pubblico. Persino lo Stato italiano mi dà più fiducia di una qualsiasi società privata.
Schumpeter, in soldoni, diceva che l'imprenditore intelligente deve per forza essere cattivo. Che se è buono non è un bravo imprenditore. Perché essere "buoni" significa aumentare i costi. In questo caso, per esempio, i costi di filtraggio e sorveglianza delle falde acquifere. L'imprenditore che si comprerà la nostra acqua sarà sicuramente "intelligente" e per aumentare i propri profitti, dovrà - lo sa anche Topolino - ridurre i costi. Tra i quali ci saranno anche quelli legati alla sorveglianza della purezza dell'acqua.
Morirò di sete? O di infezioni intestinali? O di amebiasi? O di avvelenamento da sostanze chimiche non meglio identificate?????


ACQUA DEL SINDACO 1 A Venezia, Massimo Cacciari pubblicizza l’acqua del rubinetto mostrandosi nei cartelloni pubblicitari con una brocca in mano. Accanto a lui la scritta: «Acqua Veritas, l’acqua del sindaco. Buona, sicura e controllata ogni giorno. Mille litri, un euro». Grazie alla campagna, finita anche sulle pagine del New York Times, a Venezia il numero dei cittadini che bevono acqua di rubinetto è aumentato del 4 per cento. Altro risultato: i rifiuti di plastica siano scesi da 288 tonnellate a 261 (a Venezia la spesa per la raccolta dei rifiuti costa 335 dollari a tonnellata contro gli 84 dollari a tonnellata per la terraferma).


10 commenti:

Ernest ha detto...

Vero! Tristemente vero!
Chi andrebbe a letto a dormire tranquillamente sapendo di aver bevuto l'acqua di Berlusconi, di Ciarrapico, di Coppola, dei furbetti del quartierino e di tutti quelli che non dovranno più subire processi grazie al "processo breve" e ritorneranno sul mercato pronti a fare altri danni...

Anonimo ha detto...

Mais voyons!, Chiara!

Fra dieci solidi argomenti che richiedono soltanto darsi la pena di STUDIARLI, proprio a **NOI** basta ciò che 'sa' (sa?) Topolino? Che 'in soldoni' i privati sono cattivi come 'in soldoni' i comunisti mangiano i bambini e les frisés draguent les meufs?
Ed è cattiva anche Brigitte con le sue specialità gastronomiche rue d'Italie o Antoine e il suo resto rue des Benedictines?

Tutto quel che si ottiene in questo modo è di riempire l'aria e il cuore di feroci nenie antifonali

- "ci avveleneranno l'acqua"
- "vero, tristemente vero, amen"

Allez, la critica è altra cosa.

Riccardo

Chiara Milanesi ha detto...

@Riccardo: hai ragione...non sono affatto un'esperta di "acqua"...
E le mie non sono critiche, ma paure..
provo paura a pensare che una privatizzazione al di fuori di una "delegation de service publique", (come si dice in italiano?) garantisca al cittadino gli stessi controlli...

Anonimo ha detto...

Ma appunto, carissima Chiara, NON possiamo, esattamente come "gli altri", affidarci alle paure!

Non c'è bisogno che OGNUNO sia un esperto di 'acqua': non siamo NOI i portatori dell'idea e della praxis dell'azione COLLETTIVA, precisamente per questo? Buttiamo à la pubelle l'intelligenza collettiva in cambio dell'esclusiva INDIVIDUALE sulla paura?

E può esserci un'intelligenza COLLETTIVA se la paura INDIVIDUALE ci impedisce di 'fidarci' di quello che 'sa' di acqua?

gigi ha detto...

la paura nasce da un sospetto che a sua volta nasce da un indizio e cercando su google con parole chiave tipo "privatizzazione, acqua, aprilia, acqualatina, latina"
di indizi se ne trovano miliardi!!altro che paura, si può parlare di terrore ed orrore!!

PS. possibile che ogni 2 post che leggo qui devo fare un salto alla feltrinelli???compro più di quanto leggo mannaggia al tempo... :)

Ernest ha detto...

Io non credo che in questo caso il problema principale sia la paura, o il fatto di essere esperto di acqua, ma il fatto che l'acqua è un bene di tutti e non può essere privatizzato, quindi direi più che altro un problema di giustizia sociale. Credo che questo sia un diritto basilare e irrinunciabile

Chiara Milanesi ha detto...

Vedi Riccardo, il problema è che per tutti gli anni '70, chi "sapeva" di chimica, ci spiegava che a Marghera si respirava meglio che a Cortina...

Anonimo ha detto...

In effetti no, Chiara, non 'vedo'. O piuttosto quel che 'vedo' è questo: che di fronte ad un borghese che ci raccontava la SUA 'chimica' non solo non ci siamo appropriati della chimica ma gliel'abbiamo abbandonata, e troviamo OGGI vexant che ricostruire un mondo equo e solidale, no less, ci costi un pomeriggio di onesto lavoro intellettuale. (L'acqua è un 'bene di tutti', ma quel bicchiere di acqua potabile nel TUO bicchiere NON lo è: come ci arriva? Una domanda umile come questa, porsi onestamente di fronte a questa umile domanda: è questo che intendo per 'onesto lavoro intellettuale'.). Non vedo come un abuso ideologico di allora giustifichi, invece di denunciare, un ALTRO abuso ideologico di oggi.

Il tuo post sulla tragedia della bambina anoressica, per esempio: sono del tutto fuori luogo se ti segnalo che i commenti avrebbero potuto essere presi verbatim da La Peste, di Camus? Con il solo medico che ha la modestia di dirvi la sua esperienza, conoscendo la sua impotenza, e conoscendola PROPRIO perché è uno SPECIALISTA, e uno o più 'gesuiti' che, impotenti come lui, vi danno la Ricetta Universale indicandovi orgogliosamente il Colpevole? (dichiarandosi, cioè, immondamente innocenti?).

Non occorre andar lontano per trovare un proto-fascismo qui bouge et rémue dans la boue.

Riccardo

Artemisia ha detto...

Secondo la recente inchiesta (con analisi) di Altroconsumo l'acqua del rubinetto e' buona (o molto buona) in quasi tutte le citta' italiane (bocciata solo Reggio Calabria, mi pare, ma comunque nella norma).
Il business delle acque minerali pero' e' troppo forte.

Blogger ha detto...

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