domenica 21 febbraio 2010

L'orrore...l'orrore...

Di questi tempi, il "tempo" mi fa difetto.
La ragione per cui trascuro questo blog.
Eppure.
Eppure stamattina mi sono svegliata con le viscere ingrovigliate.
Mi ero detta: "Non farlo, Chiara!"  Mi ero detta "Perchè?" Ma il mio lato Wanda von Sacher ha avuto la meglio. E l'ho fatto.
Una curiosità morbosa. Lo ammetto. Di quelle che poi uno si pente. Come chi, per caso, assiste ad un omicidio e poi si trova invischiato nelle inchieste di polizia, e, comunque, si sente minacciato.
Assistere a un omicidio induce nei testimoni un senso di colpa permanente. L'ho letto da qualche parte. 
Non ho assistito a un omicidio, nei giorni scorsi. Ma a un funerale. 
Il funerale di un paese. E anche delle sue parti buone....
Le ultime parole di Cuore di Tenebra, sussurrate, strozzate da Marlon Brando dall'irealismo spettrale della sua giungla cambogiana: "L"orrore....L'orrore..."
Un orrore che in questo caso non è rappresentato da un evento, in cui c'è un prima "buono", e un dopo" cattivo". Un dopo "cattivo" che sorge di colpo, inaspettato, imprevisto, perturbante. Nel nostro caso, no.
L'orrore in questo caso è un lento fiume tranquillo. Che ci ha avvolto tutti nella sua appiccicosa potenza.
Il festival di Sanremo al quale abbiamo assistito (molti denegheranno, ma poco importa) non è altro che l'ultimo metro prima della cima, in un'ascesa lenta e costante alla quale partecipa una spedizione numerosa e volontaria, fatta dalla moltitudine degli italiani.
Il comune terreno culturale di un paese diviso e alla ricerca di un'identità è stato celebrato in queste sere che hanno ottenuto audience da record e in cui il grottesco è stato sdoganato, fatto diventare "cultura" con la benedizione di Bersani & Co.
Tutto è uguale.
Le prime avvisaglie le si era viste anni fa, tanti anni fa, quando a presentare una manciata di cantanti era salito sul palcoscenico di Sanremo quel Mikhail Gorbaciov, vedovo di recente, e incapace di sopravvivere lontano dai riflettori. Qualsiasi essi fossero.
Sullo stesso palcoscenico sfilano le miserie di un'Italia devota alla figura di un re da operetta che dichiara amor di patria e nell stesso tempo a questa sua patria fa un processo nel tentativo di riprendersi quanto crede di sua spettanza. Le miserie degli operai Fiat, specie in via di estinzione, i quali forniscono a un pubblico avido di sbranamenti leonini una sorta di cauzione moral-pietistica di stampo cattolico.
Sul palco la regina della serata, la musica, viene schiaffeggiata, sbeffeggiata, insultata, trattata come il Convitato di Pietra, l'assente tuttavia presente che fastidiosamente è neccessario evocare perché, incidentalmente, proprio lui costituisce la ragione ontologica della kermesse.
Tutto è uguale. Tutto è blob.
Che importa la musica? Che importa la creazione? Quello che conta è creare un rito collettivo avulso da ogni realtà fattuale, in cui "ci si senta 'noi'". Uniti nel porre nello stesso piano Pupi, premi Nobel, musicisti, gorgheggi da sotto la doccia la mattina prima di fare colazione, ministri, segretari di partito, ballerine di lap dance, "artisti".
Vittorio Emanuele viene definito un artista da un'Antonella Clerici che fa di tutto per non sembrare imbarazzata, forse nell'estremo tentativo di salvare la faccia in un rigurgito non voluto di coscienza.
E se lui è un'artista, lo siamo tutti. Forse basta una scoreggia filmata e registrata per farci assurgere all'universo dell'arte, in un paese che è diventato quella "nave dei folli" dipinta da Hieronymus Bosch e in cui i folli si mescolano ai savi senza che nulla più li distingua gli uni dagli altri. Risulta comunque difficile immaginare che i passeggeri di quella nave dei folli stiano parlando per bocca di Dio.
La nostra "nave dei folli" definitivamente restaurata, naviga allegramente alla deriva, scivolando sulle onde del mar.
Un mare di pestilenza, calmo come la pece, in cui i folli danzano allegramente storditi sulle note di "Italia, amore mio...".



10 commenti:

guglielmo ha detto...

Direi che più che orrore è la falsità, il travisamento, il furto di parole che impera. Mi sono stupito solo di un fatto: che non ci fosse Berlusconi in prima fila. Forse perché lui dove non dirige lui l'orchestra, canta e balla non si degna di andare?

Sileno ha detto...

Bentornata Chiara!
Non ho visto nemmeno un secondo del festival di Sanremo, non lo considero un evento epocale, ma il "panem et circenses" che assieme agli esagitati che pontificano sul calcio serve a fiaccare lo spirito critico degli italiani, così gli intrallazzatori possono sguazzare indisturbati.
Assolutamente niente da ridire sulle canzoni che sicuramente sentirò in futuro e che potranno piacere oppure detestare.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Scusami, ti sei sorbita l'orrore, e ci iscrivi tutti d'ufficio a telespettatori di sanremo, siamo senza scappatoie eh...
Per il resto, quoto Sileno.

il cuoco ha detto...

Il dubbio che mi è venuto è in quella richiesta che fece il principino di risarcimento danni all'italia... Non è che quei soldi li vogliamo dare sotto forma di partecipaxzioni televise?

marina ha detto...

vedo che Sanremo esercita un fascino malsano su si te
lo esercita anche su di me
sia pure saltellando un po' qui e là (scusami!) l'ho visto anche io. Mi pare che tu descriva bene l'orrore
ma qualche perla c'è stata: la versione elegantissima e sofisticata di Grazie dei fiori di Carmen Consoli e quei quattro versi di Vola Colomba cantati con voce ferma e limpida da Nilla Pizzi, povera creatura disfatta dall'Alzheimer che solo nel cantare ha ritrovato vigore
marina

Chiara Milanesi ha detto...

@Marina:colmo della sfiga, me la sono persa,, poiché oltre a saltellare ho visto solo l'ultima puntata...

giorgio ha detto...

Bentornata Chiara.
Non ho visto Sanremo ma lo vedo tutti i giorni quando esco di casa.
Giorgio

Matteo ha detto...

Io l'ho detto da tempo. Gli italiani amano farsi prendere per il culo.
Felice di ritrovarti.

JANAS ha detto...

non ho visto Sanremo, ma il tanto parlare di Benigni, e della canzone di Vecchioni, mi ha messo in curiosità, cosi sono andata a cercare i pezzi su youtube..e non so se sono io ormai in preda alla disullisione o a una sorta di cinisimo, ma ho trovato tutto terribilmente retorico..

JANAS ha detto...

disillusione! ;)